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Paolo Belli a Carpi: «Torno a teatro e racconto cosa vuol dire fare musica»

Paolo Belli torna in teatro con “Pur di fare Musica”, una inedita commedia musicale scritta con Alberto Di Risio, in programma oggi, alle 21, al Teatro Comunale di Carpi

CARPI. Paolo Belli torna in teatro con “Pur di fare Musica”, una inedita commedia musicale scritta con Alberto Di Risio, in programma oggi, alle 21, al Teatro Comunale di Carpi. Lo spettacolo è in favore dell'Amo (Associazione Malati Oncologici) di Carpi, che opera a favore dei pazienti oncologici.

Dopo un lungo tour estivo e in attesa di riprendere gli impegni televisivi con la 12esima edizione di Ballando con le Stelle prevista a febbraio, con “Pur di fare Musica” Paolo torna ad una delle sue grandi passioni, il teatro, e lo fa assieme a sette musicisti, con i quali darà vita ad una vera e propria commedia musicale, durante la quale il protagonista vuole raccontare al suo pubblico cosa vuol dire veramente “fare musica”.

Tutto ha inizio in una sala prove: Paolo sta preparando un nuovo show e Peppe, un suo amico di vecchia data, lo invita a valutare, in alternativa ai musicisti mancanti, alcuni suoi conoscenti. «Sul palco - spiega il cantante carpigiano - si alternano personaggi a dir poco originali: il “Gelido”, un chitarrista alquanto singolare, gemelli che per dissapori familiari non suonano mai assieme, Pedro sassofonista spagnolo che non sa lo spagnolo, e Peppe. Elementi che mi porteranno, mio malgrado, a dovermi adeguare a un linguaggio surreale e alle stranezze dei musicisti chiamati in causa».

Lo spettacolo ha uno scopo benefico.

«Quando mi chiamano per uno scopo benefico sono sempre pronto. Questa volta tocca all'Amo che ha bisogno di fondi, e non posso che farmi trovare pronto».

Come è nata questa commedia musicale?

«Alberto Di Risio, che è anche autore di Panarello, Fiorello e altri artisti, mi ha sempre detto che io ho dei tempi teatrali. Dieci anni fa avevamo fatto una commedia che era andata molto bene e mi ha convinto a buttarmi in questo nuovo progetto. Credo che il teatro sia una cosa seria. Voglio ringraziare la gente di Carpi e Modena perché il teatro è quasi tutto esaurito».

Nello spettacolo interpreti pezzi tuoi ma anche alcuni di grandi maestri.

«La commedia racconta di quando si fanno i provini e si cantano canzoni di altri. In questo caso io porto i miei maestri perché faccio vedere cosa succedeva all'inizio della mia carriera».

Il teatro resta sempre una delle tue passioni?

«Io sono innamorato del teatro, è una delle cose più sacre e importanti dal punto di vista artistico. E il fatto che Di Risio continui a dire che io ho i tempi teatrali, mi riempie di orgoglio. Mi considero un artista a 360 gradi e il teatro è la ciliegina sulla torta. È il luogo privilegiato per fare arte».

Sei reduce da un lungo tour estivo. Come è andato?

«Il bilancio è che, dopo ventisette anni, la gente mi vuole ancora bene. Quaranta concerti affollati è la dimostrazione di questo feeling che mi lega al pubblico di tutta Italia. Chi semina con grande

passione riesce a raccogliere bene».

A febbraio riparte Ballando con le Stelle.

«Milly Carlucci mi vuole ancora al suo fianco ed io ne sono felice. La televisione dà visibilità e aiuta anche a riempire i teatri. Quest'anno faremo delle cose ancora più difficili».

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