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Serra, allevamento illegale: sequestrati 229 cani

Incrociavano lupi cecoslovacchi e lupi per ottenere una nuova specie ma truffando i compratori che spendevano fino a 5mila euro per cani ad alto rischio aggressività. Sequestri in 54 province nell'inchiesta della procura di Modena. 

SERRAMAZZONI Sequestrati oltre 200 ibridi tra cane e lupo selvatico. E' il bilancio dell'operazione dei carabinieri del comando unità per la tutela forestale ambientale e agroalimentare svolta su tutto il territorio nazionale e rivolta alla tutela del lupo.

L'operazione prende il nome dal capostipite della genealogia canina oggetto dell'inchiesta. In conferenza stampa è stato spiegato che il Servizio CITES di Roma del Comando Unità Tutela Forestale Ambientale ed Agroalimentare Carabinieri (CUTFAA), nel quale è confluito il personale del Corpo Forestale dello Stato, ha portato a termine l'ultima fase della lunga e complessa indagine, coordinata dalla Procura presso il Tribunale di Modena, sul traffico illegale di lupi selvatici usati per incrociare la pregiata razza Cane da Lupo Cecoslovacco, in violazione delle norme sulla detenzione e commercio di specie selvatiche tutelate dalla Convenzione di Washington.

I sequestri di cani incrociati con lupo e dei relativi pedigree che ne attestavano falsamente la purezza ed il pregio sono stati effettuati in contemporanea nelle 54 province interessate, e sono oltre 200 i proprietari truffati, persone che a vario titolo avevano acquistato a caro prezzo i cani (sino a 5.000 euro a esemplare); 9, invece, gli allevamenti a carico dei quali sono state emesse le misure di sequestro, nel corso della complessa indagine durata 3 anni.

Gli animali sono stati tutti affidati agli stessi proprietari, considerando il massimo rispetto per il benessere degli animali che essendo stati acquistati da cuccioli sono legati ormai agli attuali detentori da un forte legame di affezione. Questa attività costituisce un'importante operazione di prevenzione e tutela verso i proprietari che, ignari, potrebbero acquistare a caro prezzo cani non di razza, sottovalutando il potenziale rischio di aggressività dei propri animali da compagnia, frutto di questi incroci pericolosi. L'attività criminosa scoperta prevedeva, infatti, l'utilizzo di lupi selvatici appartenenti alla specie 'Canis lupus', tutelata dalla normativa nazionale sul prelievo venatorio e da quella internazionale sul commercio di specie in via di estinzione, per l'incrocio con cani da Lupo Cecoslovacco.

I lupi venivano prelevati illegalmente nella zona dei Carpazi, nei Paesi scandinavi o in Nord America per essere incrociati, con cani da Lupo Cecoslovacco selezionati, per ottenere un patrimonio genetico nuovo e capace di dare origine a esemplari di grande bellezza e più resistenti a disfunzioni e malformazioni ossee, in violazione dei disciplinari stabiliti dall'ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana).

In questo modo si ottenevano soggetti più belli e simili al lupo selvatico e, pertanto, più apprezzati nel circuito dei concorsi di selezione canina e dagli amatori i quali, pagando cifre elevate, ottenevano animali con maggiore somiglianza alla specie selvatica e più spiccato atteggiamento "lupino".

L'attività fraudolenta era possibile dichiarando il falso nelle certificazioni ufficiali ENCI e truffando gli ignari acquirenti i quali, in aggiunta al raggiro, si sono trovati spesso in casa animali dalle potenziali caratteristiche aggressive.

L'indagine è iniziata nel 2013, dopo una complessa attività di intelligence nel settore della cinofilia, con il sequestro di 42 ibridi di lupo, cui seguì l'incriminazione di 9 persone per i reati di falso ideologico, importazione e detenzione illegale di specie tutelata dalla CITES, con 2 condanne definitive. L'attività in passato si è concentrata su un importante allevamento di cani da Lupo Cecoslovacco a Serramazzoni, nel Modenese, da cui generazioni di cani ibridati si sono diffuse in tutta Italia e all'estero, contaminando geneticamente tutta la filiera della razza canina CLC.

Fondamentale è stato l'utilizzo di tecniche di identificazione genetica approntate dall'ISPRA (ex Istituto Nazionale Fauna Selvatica), la preziosa collaborazione dell'ENCI, l'intervento di veterinari e zoologi qualificati e del personale dei carabinieri del ruolo forestale, esperto in materia CITES. In Italia è proibito l'accoppiamento di animali domestici con quelli selvatici ed è vietato detenere lupi fino alla quarta generazione in assenza delle prescritte autorizzazioni poichè considerati specie protetta dalla CITES. A ciò si aggiunge il danno causato dal potenziale inquinamento genetico delle popolazioni di lupo selvatico italiano per la diffusione accidentale di alcuni di questi cani incrociati. Le pene per le condotte contestate sono quelle stabilite dalla normativa CITES (arresto e ammenda) e dal codice penale per il reato di falso ideologico e frode in commercio.

L'operazione assume un importante rilievo perchè

rende gli appassionati consapevoli del rischio di acquistare animali non di razza e potenzialmente aggressivi, senza saperlo. Ulteriori misure potranno essere intraprese dall'ENCI e dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali che detiene i registri ufficiali ENCI. (Agi)

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