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«Novità inutili, solo doppioni Gli studenti non hanno vantaggi»

Ci risiamo. Cambia il ministro dell'Istruzione e puntualmente arrivano le novità, quasi che ogni ministro dell'Istruzione voglia passare alla storia. Stavolta, per l'ennesima volta, tocca all'esame...

MODENA. Ci risiamo. Cambia il ministro dell'Istruzione e puntualmente arrivano le novità, quasi che ogni ministro dell'Istruzione voglia passare alla storia.

Stavolta, per l'ennesima volta, tocca all'esame di Stato essere emendato con dei ritocchi dei quali quasi nessuno sentiva il bisogno, vista l'abbondanza di novità che da anni allietano le giornate e le serate dei docenti, alle prese con neoincombenze di ogni tipo.

In realtà in questa occasione le novità sono da attribuire all'approvazione ...

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MODENA. Ci risiamo. Cambia il ministro dell'Istruzione e puntualmente arrivano le novità, quasi che ogni ministro dell'Istruzione voglia passare alla storia.

Stavolta, per l'ennesima volta, tocca all'esame di Stato essere emendato con dei ritocchi dei quali quasi nessuno sentiva il bisogno, vista l'abbondanza di novità che da anni allietano le giornate e le serate dei docenti, alle prese con neoincombenze di ogni tipo.

In realtà in questa occasione le novità sono da attribuire all'approvazione dei decreti delegati sulla scuola avvenuta in contemporanea con la sostituzione della ministra Giannini da parte della ministra Fedeli, intenzionata a portare a termine i progetti didattici del governo Renzi. Tra questi risalta il pacchetto di innovazioni sull'esame di maturità, già ridefinito esame di Stato da una precedente riforma, che prevede una rielaborazione dei criteri con i quali si assegna il voto finale e di quelli che determinano l'ammissione all'esame.

Mentre le Commissioni resteranno miste, e saranno composte da tre commissari esterni, tre interni e un presidente di commissione esterno, cesseranno di esistere le cosiddette “terze prove” e cambieranno i requisiti di accesso.

Necessarie tali novità? Non perché siano destabilizzanti o lassiste come tanti osservano in queste ore. Le prove multidisciplinari se costruite bene sono in astratto utile strumento di misurazione delle capacità dello studente di fare collegamenti. In realtà sono spesso costruite per compartimenti stagni dai singoli docenti (come si fa a collegare una funzione matematica con Giolitti o le leggi fasciste?) e dunque sono un doppione delle prime due prove ma se non altro tengono utilmente sotto pressione lo studente. Per altri versi, chi grida allo scandalo in merito alle presunte facilitazioni dell'accesso dello studente all'esame, vedendosi compensato il 4 in Matematica da un 8 in Storia e il 3 in Latino da un 9 in Condotta, deve sapere che è già così da sempre. O, meglio, da quella volta che il ministro del momento decise di fermare allo scrutinio di ammissione gli studenti portatori di almeno un'insufficienza. Parliamoci chiaro: un 4 (e anche più di un 4) non ha quasi mai bloccato nessuno, poiché mani pietose hanno quasi sempre trasformato quel 4 in un 6 affidando alle Commissioni il compito di valutare le abilità del candidato.

Perché non attendersi dallo studente una possibile rivincita all'esame? Se quest'ultimo è davvero una prova importante che fa battere il cuore - lo è - non si comprende, semmai, l'altra decisione di ridurre il numero dei punti attribuiti alle prove e di aumentare il peso del curriculum.