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Concordia addio: chiude la caserma dei carabinieri

Trasferimento imminente dopo cinque anni di promesse per restaurare la storica stazione. Manca l’ufficializzazione, ma la gente in paese esprime rabbia e rassegnazione

CONCORDIA. In una Bassa devastata dai furti e dai predoni di varia natura - al netto delle cosiddette “percezioni” - la risposta che arriva da Concordia non potrà che far discutere: nessuna traccia delle ristrutturazioni promesse ormai cinque anni fa della storica caserma dei carabinieri. Anzi la caserma chiuderà, e i carabinieri di Concordia, una decina, saranno trasferiti a Mirandola.

In vista del fatto compiuto, la questione è stata tenuta ovviamente al riparo dalle prevedibili proteste, tanto che ancora non risulta alcuna ufficialità, a questo punto è dovuta. Anche perchè la gente, a Concordia, è più sensibile, attenta e amareggiata di quanto la si ritenga. E così da giorni il tam-tam è partito e ha presto trovato i necessari riscontri informali. Ovvero che i carabinieri concordiesi lasceranno il presidio che gli era stato concesso all’indomani del terremoto, in un’ala del nuovo municipio di Concordia.

Già quella una conquista, frutto della collaborazione tra istituzioni, in un momento in cui la solidarietà e lo spirito di comunità erano rafforzati dall’emergenza sisma.

La caserma provvisoria in questi quattro anni ha funzionato, nel municipio adiacente testimoniano come la gente abbia imparato a “servirsene”, e le immagini delle operazioni di polizia giudizaria condotte da questo presidio di frontiera hanno fatto il giro d’Italia: si pensi agli arresti dell’inchiesta Cpl, o a quelli della banda dei falsi disoccupati, che ha aperto un fronte nazionale di lotta all’illegalità. Oggi di tutto questo, soprattutto del pur difficile presidio quotidiano che l’Arma rappresentava in paese, non resterà più nulla. Se non uno sportello, spiegano sempre municipio, dove per qualche ora al giorno verrà destinato un carabiniere-impiegato e a dir poco decontestualizzato.

Che questa ritirata da un brulicante territorio che si affaccia sul mantovano fosse nell’aria, lo si era peraltro già compreso da tempo. A cominciare dall’abbandono dello storico edificio. Ogni qualvolta trapelava il timore di una chiusura, venivano annunciati imminenti progetti e lavori di ricostruzione. La Bassa ha ricostruito di tutto - compresi i fienili fantasma - ha costruito con il pretesto del sisma tanti nuovissimi edifici (al punto da guadagnarsi un primato nazionale nel consumo di suolo), ma non è stata capace di dare una degna sistemazione ai carabinieri di Concordia, così come - ancora, poi si vedrà - alla Polizia della Stradale e del Commissariato di Mirandola . Fatto sta che la storica caserma di via Carducci è ancora là, in completo stato di abbandono. Basta passarci davanti e ci si accorge che con il gelo c’è stata anche la rottura di qualche tubo, o che comunque c’è una perdita d’acqua che va avanti, nell’indifferenza e tra rottami e rifiuti. Da parecchi giorni.

Poi c’è quell’altra storia già uscita sui social, di un appartamento messo a disposizione dal Comune come alloggio e garage per le auto dei carabinieri. Mai utilizzato in questi anni, tanto che le auto di Concordia venivano portate ogni giorno in caserma a Mirandola. Segno di un destino già segnato e mai dichiarato. Dato per assodato che la politica a Concordia non vive certo uno dei momenti più frizzanti della sua storia, molti cittadini hanno invece espresso in proprio ogni possibile disappunto. Misto - va detto - a quell’indifferenza che sa di tanto rassegnazione. (ase)

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