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Formigine, I niños della Bolivia nel cuore di Marcella: «Vitalità contagiosa»

Dopo un primo viaggio a Cochabamba se ne è innamorata e ora la Casa è un’associazione che raccoglie fondi e assiste

FORMIGINE. «Qualche tempo fa ho letto che le date di partenza e di ritorno di un viaggio non corrispondono quasi mai a quelle stabilite dal nostro cuore. E in effetti a me è andata proprio così». Marcella Caluzzi di Magreta è partita la prima volta per la Bolivia ad agosto 2009 «ma - racconta - credo il mio viaggio sia cominciato già prima, quando ha iniziato a farsi strada in me l'idea di partire da sola per il Sudamerica e mettermi alla prova con una sfida diversa dalla mia vita di tutti i ...

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FORMIGINE. «Qualche tempo fa ho letto che le date di partenza e di ritorno di un viaggio non corrispondono quasi mai a quelle stabilite dal nostro cuore. E in effetti a me è andata proprio così». Marcella Caluzzi di Magreta è partita la prima volta per la Bolivia ad agosto 2009 «ma - racconta - credo il mio viaggio sia cominciato già prima, quando ha iniziato a farsi strada in me l'idea di partire da sola per il Sudamerica e mettermi alla prova con una sfida diversa dalla mia vita di tutti i giorni. Quello che ho trovato a Cochabamba mi è piaciuto a tal punto che, recidiva, ci sono tornata anche l'anno successivo e, prendendomi un’aspettativa dal lavoro, anche nel 2012 e fermandomi quattro mesi. Poi, dopo 5 anni di assenza, la nostalgia era così grande che sono tornata, ad agosto scorso. Insomma, partenze e ritorni ripetuti e mai definitivi perché, ormai posso ammetterlo, il mio rapporto con la Bolivia, in particolare con la Casa de los niños, ha preso a tutti gli effetti le sembianze di una vera e propria storia d'amore».

Alla periferia di Cochabamba, città nel cuore della Bolivia, si trova una realtà speciale, una casa dove si accolgono bambini e ragazzi in difficoltà perché malati e/o abbandonati dalle famiglie. Spesso si tratta di minori gravemente malati affetti per esempio da idrocefalia, disabilità pesanti e Aids, rifiutati da tutti gli istituti della città e che qui trovano una piccola famiglia, molte attenzioni e affetto. In questa casa abitano stabilmente italiani e boliviani e vivono, per un periodo più o meno lungo, volontari da tutto il mondo che a volte si fermano anche per periodi molti lunghi o per la vita.

«Negli anni, a fianco a questa struttura, è stato costruito un vero e proprio villaggio, la Cittadella Arcobaleno, ora abitato da più di 80 famiglie per un totale di quasi 500 persone - spiega Marcella - Si tratta di famiglie che vivevano in forte precarietà, per le strade della città, in casette di fango a più di 4000 metri o in baracche nella foresta amazzonica. Ci sono storie di riscatto bellissime, che riguardano soprattutto le donne. Tanto di quanto realizzato è merito dell'associazione di cui faccio parte, la Casa de los ninos, da anni attiva con mercatini, cene di autofinanziamento e soprattutto tortelloni e tortellini preparati ogni settimana da un gruppo instancabile di rezdore, capitanate da Luciana Casali - sorride Marcella - È proprio dall’incontro e dall’amicizia tra Luciana e Aristide Gazzotti che nasce questa storia speciale: Aristide, originario di Toano ma da una vita in Sudamerica, aveva il sogno di poter dare una mano concreta ai tanti bambini in difficoltà con i quali entrava in contatto, Luciana l'ha incontrato per caso in un suo viaggio in Bolivia e tornata a casa ha coinvolto famiglia e amici fino a dare vita, nel 2006, a un'associazione che ha permesso al sogno di Aristide di diventare realtà abbracciando non solo i bambini ma anche le loro famiglie. Le persone che ho incontrato alla Casa, e a cui sarò per sempre grata, mi hanno mostrato con semplicità e senza tante parole e inutili cerimonie, la bellezza del prendersi cura degli altri, perché “amici” e “fratelli” e non perché “assistiti” o “beneficiari” - conclude Marcella - È piacevolmente sconvolgente e rassicurante constatare come ci siano posti al mondo in cui la persona umana è ancora solamente una persona umana, al di fuori di ogni schema economico o di utilità sociale. Non da ultimo, perché in una storia d'amore che si rispetti anche l'occhio vuole la sua parte, la Bolivia ha svelato al mio cuore la bellezza disarmante e ancora incontaminata della natura: distese surreali di sale, ricordi di un oceano Pacifico che millenni fa lambiva il paese, cieli di un celeste che di più non è possibile, labirinti di piante, rumori e profumi nella foresta tropicale…». Per informazioni: www.casadelosninos.it