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Bullismo e web sicuro: a Carpi studenti a lezione dalla Polizia 

Non una lezione, bensì una chiacchierata: così il comandante della Polizia Postale di Modena, dottor Marco Ferrari, ha voluto definire l’incontro svoltosi ieri mattina alla sala Peruzzi alla presenza di 200 studenti delle classi prime dell'Itis Leonardo da Vinci.

Non una lezione, bensì una chiacchierata: così il comandante della Polizia Postale di Modena, dottor Marco Ferrari, ha voluto definire l’incontro svoltosi ieri mattina alla sala Peruzzi alla presenza di 200 studenti delle classi prime dell'Itis Leonardo da Vinci.

Un tema più che mai attuale: due ragazzi su tre, infatti, dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta in merito, eppure le denunce raccontano di numeri irrisori. Nel 2016, secondo i dati della Sezione di Polizia Postale ...

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Non una lezione, bensì una chiacchierata: così il comandante della Polizia Postale di Modena, dottor Marco Ferrari, ha voluto definire l’incontro svoltosi ieri mattina alla sala Peruzzi alla presenza di 200 studenti delle classi prime dell'Itis Leonardo da Vinci.

Un tema più che mai attuale: due ragazzi su tre, infatti, dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta in merito, eppure le denunce raccontano di numeri irrisori. Nel 2016, secondo i dati della Sezione di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Modena, sono state complessivamente 475 le denunce formalizzate; tre le persone tratte in arresto e 38 quelle denunciate in stato di libertà. Ieri mattina, per la prima Giornata nazionale contro il bullismo a scuola, la prima parte dell'incontro si è orientata soprattutto sull'informatica forense, quella branca della scienza digitale preposta a raccogliere prove da computer, cellulari, televisori.

«La persona esperta impiega meno di un minuto a fare danni su Internet - ha spiegato Ferrari - dunque, usate sempre password composte da numeri e lettere e antivirus, anche sui cellulari. Facebook, Snapchat, Ask, poi - ha proseguito - sono applicazioni di aziende che vivono dei dati che forniamo loro volontariamente e che gestiscono anche i nostri dispositivi: se possedete cose “non belle”, potete essere segnalati alla Polizia».

Fondamentale anche leggere i contratti che si sottoscrivono all'atto della registrazione sui social poiché questi «tutelano loro stessi - ha spiegato Ferrari - non voi. E attenti anche a fornire dati falsi: i dispositivi sono tracciabili e, qualora si scrivano commenti offensivi, si è passibili del reato di diffamazione».