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Formalità e street style: lo stile di Lamandini “decolla” per il mondo

Formalità e street style: lo stile di Lamandini “decolla” per il mondo

Il giovane design di Castelfranco dopo un concorso a Berlino ha lavorato con Hilfiger ed è ora alla sua terza collezione

MODENA. A volte i treni sbagliati portano nelle stazioni giuste ed è un po’ quello che è successo a Matteo Lamandini, giovane e talentuoso designer castelfranchese, che scelse di frequentare ragioneria solo perché gli piaceva il dress code dei bancari. Ma non c'è stato completo sartoriale che abbia fatto scoccare la scintilla tra lui e la partita doppia, così, preso il diploma, ha frequentato il corso di fashion design all'Accademia Europea di Bologna prima e al prestigioso istituto Marangoni a Milano poi. Ed è con il primo stage che la creatività di Matteo fa subito centro nel fashion system. «Massimo Giorgetti di MSGM mi prese come assistente ufficio stile uomo. Dopo otto mesi mi si presentò l'occasione di entrare da Marni, come assistente uffico stile/prodotto uomo - racconta lo stilista - Durante questo cambio mi iscrissi al concorso “Designer for Tomorrow” che ha il suo quartier generale a Berlino, patrocinato da Tommy Hilfiger. Dimenticai questa iscrizione e dopo quattro mesi mi arrivò una mail che mi annunciava di essere tra i primi 10 finalisti del concorso. Solo i primi cinque però avevano accesso alla finale e dopo un altro mese, un'altra mail mi comunicava che ero tra i primi cinque e quindi che ero arrivato in finale e avevo la possibilità di sfilare alla fashion week di Berlino». Matteo vinse il concorso e si trasferì a New York per lavorare gomito a gomito con Tommy Hilfiger e successivamente si trasferì nella sede di Amsterdam del brand per disegnare una capsule collection. Terminata la collaborazione con Hilfiger, Matteo si trasferisce a Berlino per portare a termine l'ultima parte del premio: realizzare la prima vera e propria collezione che ha sfilato alla Berlin Fashion Week nel luglio 2015. «Dopo la sfilata ricevetti la chiamata da Sara Maino (Senior editor di Vogue Italia e capo di Vogue Talents) nella quale mi disse che ero stato scelto per il progetto 5+5 durante Alta Roma, (5 designer di successo sostenevano 5 designer emergenti). Ricevetti il sostegno di Massimo Giorgetti di MSGM e vinsi il concorso. Nel settembre del 2015 diedi vita al mio brand con il nome ed a oggi sono alla terza collezione prodotta». La primavera-estate di Lamandini è una fusione tra formalità e street style, con echi della Londra Punk e della Berlino Underground, partendo dalla snaturalizzazione dei canoni stilistici classici dove le righe del gessato e del Principe di Galles hanno dimensioni diverse, le stampe si ispirano a Imi Knoebel e un abbinamento tra essi dà vita ad un aspetto più fanciullesco del vestire formale. Non manca il denim che proposto in svariate tonalità ed è accessoriato con catene, spille, pearcing ed occhielli per un tocco decisamente underground. I giochi dei volumi rimandano al suo modello d'ispirazione: Thom Browne. «Riesce sempre a sorprendermi sfilata dopo sfilata - racconta Lamandini - e solo guardando i suoi capi in passerella riesce ad insegnarmi molte cose, dall'utilizzo

dei tessuti alle forme utilizzate». Matteo ha già catturato l'attenzione degli editor più importanti e ora il prossimo obiettivo è quello di sedurre il cuore dei buyer con il lancio di un e-commerce per riuscire a raggiungere con le sue creazioni anche gli angoli più remoti del globo.

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