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Profughi, nella Bassa si prepara il piano accoglienza

Riunione a Mirandola con il Prefetto: nessun ghetto ma distribuzione diffusa nelle case private da cercare con un bando

MIRANDOLA. I sindaci della Bassa prendono tempo, accolgono il Prefetto Maria Patrizia Paba a Mirandola ma azzardano poco sulla questione richiedenti asilo. La priorità, vera, è la sicurezza nell’Area Nord più che le perplessità e le polemiche sui profughi da ospitare. In municipio siedono allora tutti i responsabili della polizia municipale e tutti i vertici delle forze dell’ordine: l’obiettivo è trovare strategie certe per ridurre quella sensazione di insicurezza ormai diffusa e inscalfibile.

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Ma i sindaci sanno anche che sul tema richiedenti asilo serviranno regole d’ingaggio certe e nulla potrà essere lasciato al caso per le 209 persone che potenzialmente arriveranno: 59 a Mirandola, 39 a Finale, 27 a San Felice, 21 a Concordia, 17 a Cavezzo, 15 a Medolla, 14 per San Prospero, nove a San Possidonio e 8 a Camposanto. Una stima fatta seguendo la Legge che prevede 2,5 ospiti ogni mille abitanti. La disponibilità dei sindaci - con la sola eccezione di Finale - è massima, come del resto sono ormai chiare le richieste: nessun ghetto, ospitalità diffusa e utilizzo di eventuali appartamenti sfitti attraverso un bando che la Prefettura sta definendo. Perché, che se ne dica, di alloggi disponibili ce ne sono parecchi e qualche privato ha già anticipato informalmente l’interesse a metterli a disposizione a fronte di un compenso.

La fuga in avanti di Finale trova il sostegno di tutta la Lega Nord. Persino Matteo Salvini si è speso a favore del sindaco Palazzi: «Onore al sindaco (sostenuto dalla Lega) di Finale che ha il coraggio di dire No». «Per noi si tratta di decisioni che oltrepassano i limiti del buon senso - aggiunge il capogruppo in Regione, Alan Fabbri - Solo Finale ha difeso i diritti dei terremotati. Gli altri sindaci hanno preferito obbedire ai diktat del Pd piuttosto che difendere le ragioni della gente: alto tradimento».

«La decisione della giunta Palazzi è un atto di irresponsabilità politica - accusa invece Stefano Lugli (Sinistra civica) - perché è proprio lo scaricabarile al Comune più vicino di un problema facilmente gestibile in rete che determina la nascita di situazioni emergenziali che costringe poi la Prefettura ad intervenire d’imperio».

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Nel Tavolo con il Prefetto a Mirandola si è parlato soprattutto di sicurezza. «Si è valutata positivamente la proposta di introduzione di forme di controllo di vicinato - spiega la prefettura in una nota - È stata, inoltre, favorevolmente accolta dai sindaci l'iniziativa di estensione del protocollo “Mille occhi sulla città”, in fase di rinnovo fra la Prefettura ed il Comune di Modena, che coinvolge il settore della vigilanza privata nell’azione di prevenzione. Il Prefetto ha inoltre assicurato la massima celerità nell’esame delle proposte di ampliamento dei sistemi di videosorveglianza in fase di definizione nella Bassa. Particolare attenzione è stata assicurata alle infrastrutture per le sedi delle forze dell’ordine (Caserma di Concordia e sedi della Polizia e Finanza di Mirandola), in costante raccordo con i sindaci e alla ricostruzione post sisma». (fd)

 

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