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Il fascino di Mantova

Il fascino di Mantova

 Come già detto altre volte, sono talmente orientata a viaggiare al di fuori dei nostri confini che dimentico le bellezze di ciò che mi circonda. È stato così per la città di...

di LAURA TENEBROSI

Come già detto altre volte, sono talmente orientata a viaggiare al di fuori dei nostri confini che dimentico le bellezze di ciò che mi circonda. È stato così per la città di Mantova, patrimonio Unesco assieme a Sabbioneta, che dopo quasi vent’anni sono tornata a visitare. E pensare che nelle mie vene scorre sangue per metà modenese e per metà mantovano!

Da Modena, arrivare a Mantova è davvero facile. Nemmeno un’ora e si raggiunge la città. Il centro è più piccolo rispetto al nostro ma, soprattutto per chi è amante dell’arte e della storia, quasi non basterà un giorno per visitarlo.

La nostra visita è partita della graziosa Piazza delle Erbe, dove si affacciano la Torre dell’Orologio ed il Palazzo della Ragione. Molto belle anche le vicine Piazza Broletto e Piazza Sorbello. Su quest’ultima sorge l’imponente Castello di San Giorgio, famoso per la ‘Camera degli Sposi’. Per vederla bisogna prenotare, però il biglietto vi permetterà di visitare tutto il maniero ed il Palazzo Ducale, reggia dell’importante famiglia Gonzaga. Nella parte meridionale della città, invece si trova Palazzo Te, voluta sempre dai Gonzaga e nata come dimora di svaghi. E’ la residenza più misteriosa ed affascinante con le sue decorazioni che richiamano a miti lontani nel tempo. La sua stanza più importante è la ‘Camera dei Giganti’. Il biglietto d’accesso, oltre a permettervi la visita di questa importante opera, include anche Palazzo San Sebastiano, nato anch’esso come residenza per il riposo, ma anche lo svago dei suoi Signori. Insomma, di cose da vedere ce ne sono parecchie in questa piccola città!

Chiaramente non si può visitare Mantova senza sedersi in una delle sue antiche osterie del centro storico. Piatto che consiglio, perché conosco molto bene, sono i tortelloni di zucca. A differenza di come li facciamo noi modenesi, il ripieno è arricchito da mostarda, che gli conferisce un sapore dolce, che contrasta con quello salato del condimento, con burro e conserva e parmigiano. Per me sono una delizia, ma ammetto che il sapore sia particolare. Altra tipicità, la torta sbrisolona: buonissima. Sapete da dove deriva il suo nome? Dal dialetto mantovano. Infatti, la caratteristica di questo dolce è che si sbriciola moltissimo. E briciola in dialetto mantovano si dice brisa. Se deciderete di recarvi a Mantova, che ricordo essere stata Capitale della Cultura 2016,

non dimenticate di cercare gli eventi in corso (su internet digitate Mantova, eventi 2017) e, con la bella stagione, non perdetevi un aperitivo a bordo lago, o una gita al tramonto sul lago superiore, con tanto di buffet!.

www.viaggiareconlaura.it

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