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Modena: la storia di Freddy Lucignolo del rock ma... con il diploma

Modena: la storia di Freddy Lucignolo del rock ma... con il diploma

«Lasciai il Barozzi per inseguire la mia passione» Il musicista a 38 anni ha voluto terminare gli studi

MODENA. Abbandonò le scuole superiori a metà degli anni '90, quando frequentava la quarta. Mollò sbattendo la porta e lasciandosi alle spalle l'aula, i compagni e l'insegnante «dopo l'ennesima volta che mi si diceva che non stavo attento e invece lo ero. Presi la mia roba, mandai a quel paese la professoressa e uscii», racconta oggi, ricordando il dispiacere di sua madre, ma anche il dissolversi dei malesseri psicologici e fisici a mano a mano che scendeva le scale dell'istituto e guadagnava passi verso la sua nuova vita.

Dopo aver individuato la sua strada e aver fondato Musicology, la prima scuola musicale Lizard in Emilia, dove insegna tuttora, Federico (Freddy) Veratti, 38 anni, musicista modenese hard rock, a scuola ci torna qualche anno più tardi. S'iscrive al corso serale dello stesso Istituto economico Barozzi, da dove era scappato, e si diploma con 98, quasi il massimo. Il ragioniere non lo avrebbe voluto fare e neppure lo allettava il posto in banca che un parente gli aveva fatto immaginare dopo le medie. «Non era nelle mie corde», dice, dacché altre erano le corde che aveva tra le mani.

Freddy tocca per la prima volta la chitarra che ha solo 10 anni. È un tocco fatale. Suona a orecchio ma presto viene iniziato allo studio vero della musica e della chitarra classica dal maestro Pietro Borghi. Ascolta già il metal e l'hard con il mangianastri. Nel '93 entra nell'Accademia di musica, studia chitarra Jazz, e finisce nel '98. S'iscrive poi alla Lizard di Fiesole, una delle migliori scuole di musica d'Italia e si diploma nel 2000 in chitarra hard rock.

Diplomato sia all'Accademia, sia alla Lizard, gli tocca frequentare il Barozzi. Come Vasco. Ma non gli dispiace. Sulla sua strada trova anche «tante insegnanti donne, quasi tutte terribili e che nel promuovermi in terza aggiunsero che se avessi continuato con risultati non brillanti, l'anno dopo mi avrebbero bocciato. E dire che non mi comportavo male, anzi. Forse avevo la colpa di portare magliette nere con il logo delle band, il chiodo e i capelli molto lunghi. Credo che andare bene o male a scuola sia un fatto proprio. Un professore ti deve instradare verso risultati discreti o buoni, poi è una tua scelta se puntare al discreto o al buono: se l'allievo è disciplinato, un prof non ha il diritto di accanirsi ad esempio dicendogli che non sta prendendo appunti mentre magari sta facendo proprio quello».

La scuola cerca e ritrova il suo Lucignolo. Ma solo la prof di Italiano gli dice qualcosa fuori spartito che gli tocca ancora una volta le corde. «Mi disse che facevo bene a scegliere la carriera musicale perché essa mi avrebbe reso più felice. Ho apprezzato questo riconoscimento da parte di una persona matura che mi aveva saputo conoscere. Son bravi tutti a consigliare a un ragazzo di 14 anni di studiare. Ma quella professoressa non lo fece. Fece di più».

Lasciato il Barozzi, Freddy si sottopone a una dura disciplina. Otto ore al giorno di solfeggio, tanto studio di teoria e strumento, affiancato dal maestro Davide Fregni. Tornerà all'Accademia, stavolta come insegnante. E insegnerà per anni anche alla Casa della Musica. Infine fonderà Musicology. Tante le serate e i concerti. Ma sullo spartito della vita rilegge una nota che ora sente stonata. È il Barozzi. Il richiamo della foresta si consuma nel 2012. S'iscrive al corso serale.

«È stata un'esperienza formativa ottima - si compiace Freddy - perché ho eliminato quel velo d'ignoranza che sentivo di avere su materie importanti, dalla storia all'economia. L'ho affrontata in modo serio e ho ricevuto in cambio moltissimo. Consiglio di riprendere gli studi serali a chiunque sia rimasto a metà del guado. Come era successo a me».

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