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Modena. uno scudetto a scuola Tra i Castelli si gioca il Campionato di lettura

La sfida a libri coinvolge 700 studenti da febbraio a maggio L’idea di Eros Miani nata tra le biblioteche e i campi di calcio

MODENA. Eros Miari, creatore e organizzatore del Campionato di Lettura, che dal 21 febbraio coinvolgerà in una sfida a colpi di libri molte classi delle scuole medie, ha le idee chiare: «La lettura è un fatto di educazione. Sono gli adulti a leggere poco, a fornire pochi buoni esempi di lettura e a non saper valorizzare l'esperienza della lettura. Quando un adulto ha una buona storia da proporre ai ragazzi, l'ascolto e l'attenzione sono garantiti. Se la lettura è solamente un compito, se val ...

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MODENA. Eros Miari, creatore e organizzatore del Campionato di Lettura, che dal 21 febbraio coinvolgerà in una sfida a colpi di libri molte classi delle scuole medie, ha le idee chiare: «La lettura è un fatto di educazione. Sono gli adulti a leggere poco, a fornire pochi buoni esempi di lettura e a non saper valorizzare l'esperienza della lettura. Quando un adulto ha una buona storia da proporre ai ragazzi, l'ascolto e l'attenzione sono garantiti. Se la lettura è solamente un compito, se valgono solo gli elementi didattici e non quelli emozionali, identificatori, relazionali, allora diventa un “nemico”, qualcosa da evitare. Per questo mi piace metterla in gioco, addirittura in gara. L'idea è nata tra le biblioteche, dove lavoravo, e i campi di calcio, dove tanti anni fa allenavo squadre di ragazzini che sopportavano l'imposizione di flessioni, corse, scatti, salti, per raggiungere l'obiettivo di fare una “buona” partita. L'idea della motivazione (vincere o fare bene) è stata presa da lì. L'elemento agonistico poi spinge a leggere di più. E leggendo di più ci si allena a leggere e si impara a leggere meglio. Insomma, è una catena di elementi virtuosi che concorrono a “far leggere”, che è il nostro unico obiettivo. L'agonismo, però, va controllato, perché non prenda il sopravvento. Per questa ragione non sono previsti premi».

«Il Campionato di Lettura, quest'anno alla sua nona edizione - spiega Ada Pelloni, referente Settore Cultura, Biblioteca, Sport, Turismo del Comune di Marano sul Panaro - è promosso dal Sistema Bibliotecario Intercomunale dell’Unione Terre di Castelli, col contributo dell'Istituto per i Beni Artistici e Culturali della Regione Emilia Romagna ed è rivolto agli alunni delle scuole secondarie di primo grado dei Comuni di Vignola, Castelnuovo, Castelvetro, Marano, Savignano e Zocca. Sono coinvolti circa settecento alunni distribuiti su ventotto classi appartenenti a sei diversi Istituti Scolastici: Scuola Secondaria di primo grado “L.A. Muratori” di Vignola, “G. Leopardi” di Castelvetro, “A. Frank” di Castelnuovo, “S. Quasimodo” di Marano, “G. Graziosi” di Savignano e “Martiri della Libertà” di Zocca. Due i turni di gioco per ciascuna scuola partecipante più una finale intercomunale che si disputa il 5 maggio al Teatro di Marano. Ciascuna classe partecipante si misura mediamente su una bibliografia di circa cinquanta libri mentre complessivamente sono oltre 650 i testi che vengono “giocati” fra i ragazzi coinvolti».

«È meraviglioso poter verificare ogni anno - continua Elisabetta Zanettini, referente biblioteca di Savignano - come questa iniziativa riesca a coinvolgere proprio quella fascia d'età che le statistiche dicono essere quella che più si allontana dalla lettura e dalle biblioteche. Ci voleva un progetto di grande impatto, che divertisse e invogliasse i giovani a mettersi in gioco. I testi che vengono scelti e proposti superano parametri molto rigorosi: a parte alcuni classici come “Il richiamo della foresta” si tratta di libri pubblicati negli ultimi 15 anni, di alta qualità, che raccontano il mondo dei ragazzi da molti punti di vista. Parliamo di titoli come “Wonder”, di Palacio, “Human” di Percivale, “Ragazzi di camorra” della Varriale. Il fatto che molti giovanissimi dopo questa esperienza tornino in biblioteca è di forte stimolo a continuare su questa strada».

«Le liste che arrivano - spiega Marcella Mantovani, insegnante - permettono anche ai lettori non abituali di partecipare. Poter scegliere un audiolibro o un testo ad alta leggibilità, poter spaziare tra generi molto differenti, invoglia a provare anche chi magari inizialmente dice di non voler partecipare. Il pensare di poter contribuire a far vincere la propria classe, inoltre, è un incentivo grandissimo».

«Certe “performance” legate al campionato - conclude Eros Miari - come, ad esempio, il ragazzo che non legge mai che si mette a leggere o i ragazzi stranieri che si sforzano con successo su una lingua che non è la loro, stupiscono spesso i loro insegnanti e anche i loro genitori. Ma questo accade perché manca, nel nostro Paese, una vera cultura dell'educazione alla lettura».