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Modena, la Notte dei licei “redime” la Borgia

I ragazzi del Muratori-San Carlo smontano il mito di Lucrezia d’Este assassina pensano con il calendario cinese ed esaltano i riti dell’olfatto

MODENA. Il liceo classico e linguistico Muratori - San Carlo è rimasto aperto in occasione della Notte dei licei classici (13 gennaio) che ha impegnato professori e studenti nella presentazione dei progetti più disparati.

L’iniziativa, ideata qualche anno fa dal docente di latino e greco Rocco Schembra, vede crescere annualmente non solo il numero di scuole aderenti, ma anche l'affluenza.

La scuola ha messo in scena una serie di iniziative collegate da un unico tema: il mistero.

Così, tra parti ...

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MODENA. Il liceo classico e linguistico Muratori - San Carlo è rimasto aperto in occasione della Notte dei licei classici (13 gennaio) che ha impegnato professori e studenti nella presentazione dei progetti più disparati.

L’iniziativa, ideata qualche anno fa dal docente di latino e greco Rocco Schembra, vede crescere annualmente non solo il numero di scuole aderenti, ma anche l'affluenza.

La scuola ha messo in scena una serie di iniziative collegate da un unico tema: il mistero.

Così, tra partite di calcio, spettacoli teatrali e conferenze (hanno partecipato anche Ivano Dionigi, filologo, latinista ed ex rettore dell'Alma Mater Studiorum di Bologna, e Luigi Malnati, Soprintendente di Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara) i ragazzi hanno avuto occasione di mostrare in modo inedito i frutti dei loro studi e come essi possano essere applicati alla vita quotidiana.

«Questa serata è importante - spiega Martina Montanari, IV B - ci permette di aprire la scuola ad un pubblico ampio e di metterci alla prova creando qualcosa di dinamico, che manifesti l'importanza di quello che studiamo qui».

«Oggi si tende a sottovalutare l'importanza degli studi classici, quando essi sono le radici della nostra cultura, non solo sul piano linguistico ma anche folkloristico e tradizionale» aggiunge la professoressa Antonella Simona Marzia Nicoletti, docente di latino, greco e italiano.

Oltre alla musica, sono molteplici i campi coinvolti; dallo sport alla religione, dal teatro alla lingua.

La professoressa Attilia Lavagno come docente di inglese e responsabile dei corsi di lingua secondaria, tiene particolarmente all’agevolazione che il plurilinguismo può fornire ai ragazzi dopo la scuola.

«Il progetto che presenteremo è stato portato avanti in collaborazione con l'associazione Progetto Cina dell'università di Modena - spiega la prof. Lavagno - e con l'istituto Confucio di Bologna, e si incentra sul Capodanno cinese, con annessi oroscopo e simbologia, ma parla anche dei fantasmi e mostri che, secondo i cinesi, popolano l'Inferno. Ci sarà anche un momento dinamico, in cui due docenti faranno esemplificazioni di calligrafia cinese e creeranno festoni tipici del loro Capodanno».

La docente di latino e greco Macchioro svela i retroscena del suo progetto sulle fragranze: «L’olfatto oggi è grandemente sottovalutato, ma un tempo era fondamentale, faceva concorrenza alla vista per la sua capacità di portare al cielo, e quindi agli dei, qualcosa che percepivano gli umani da terra - racconta la prof - Per allestire il tutto io e i ragazzi di III e IV B abbiamo ricercato e individuato le essenze che per gli antichi avevano valore rituale. Non siamo dovuti andare lontano per trovarle, perché le piante sacre erano soprattutto aromi come rosmarino, cannella o timo. Le piante che decorando la stanza sono state raccolte quasi tutte dal professor Cavani, per tutto il resto abbiamo frugato nelle cantine».

Aspetto fondamentale della serata è stato il grande legame non solo con la tradizione, ma anche con la madrepatria, per questo la professoressa Marta Soli, docente di latino e greco, ha deciso di esporre con la sua II E un progetto che cura da oltre un anno e mezzo, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Modena: «Abbiamo studiato le lettere autografe di Lucrezia Borgia, figlia di Papa Alessandro VI, per sfatare il mito che la descrive come “mangiatrice di uomini” e “avvelenatrice”. Studiando le carte, i documenti e le fonti, abbiamo scoperto una donna capace di governare, una grande mecenate, vittima dell’aspra politica matrimoniale del padre, che per lei provvide tra matrimoni: uno filofrancese, poi annullato, uno filospagnolo, terminato nel sangue a causa di un cambio di alleanze, e l’ultimo, che vide Lucrezia Borgia sposare Alfonso D’Este e diventare, nel 1505, duchessa d'Este, e quindi di Modena».

Frutto di questo studio è il volume “Viaggio nell'animo di Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara”, Il Fiorino Edizioni.