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Lamblusco cinese?

Lamblusco cinese?

 Il Lambrusco è l'unico vitigno autoctono che deriva dalla vite selvatica più antica del mondo, è nato qui, è il vino più italiano che ci sia, questo dovrebbe essere più che...

di PARIDE RABITTI *

Il Lambrusco è l'unico vitigno autoctono che deriva dalla vite selvatica più antica del mondo, è nato qui, è il vino più italiano che ci sia, questo dovrebbe essere più che sufficiente per dissipare qualsiasi dubbio sulla illegittimità di poter produrre lambrusco all'estero.

Ciò nonostante abbiamo un problema d'immagine, dovuto a bottiglie di dubbia qualità reperibili nel mercato straniero, che si ripercuote come un boomerang su tutto il territorio del Lambrusco.

Immettere cisterne di mosto nel mercato spagnolo, per poi vedere Lambrusco imbottigliato in Messico e persino in Cina, venduto a 70 centesimi sugli scaffali dei supermercati, ha un effetto deleterio e se anche tutto questo fosse legale, in attesa di soluzioni legislative che tutelino Lambrusco e territorio, cerchiamo almeno di non farci del male da soli come Tafazzi, rinunciando per il bene di tutti a immettere sul mercato italiano ed estero cisterne di mosto.

È risaputo che da decenni il Lambrusco viene usato da cantine che non lo producono direttamente come apripista durante la presentazione dei loro prodotti, in pratica viene proposto come specchietto per le allodole, perché beverino, simpatico e molto conosciuto, per poi passare alla vera missione: quella di promuovere i loro vini e al Lambrusco non viene dedicata particolare cura.

Per garantirci un maggior controllo dovrebbe essere necessario che il vino nostrum uscisse dall'Emilia già imbottigliato, controllato e certificato Dop o Igp.

La strada che ci chiede di percorrere l'Europa è quella, sulle orme del modello francese, di legare il vino al territorio, privilegiando la zona di produzione al vitigno, come accade al Brunello di Montalcino che prende il nome dal territorio e non dal vitigno sangiovese.

In alternativa esiste il modello Prosecco, che dal 2009 ha allargato la zona di produzione a Prosecco una frazione di Trieste, inglobando così il Friuli-Venezia Giulia al Veneto; su questa falsa riga per risolvere il problema si è tentato fuori tempo massimo di legare la zona di produzione del Lambrusco alla Località Lambrusco, creata ad hoc in provincia di Reggio Emilia, che oggi rappresenta poco più di

un cartellone toponomastico per poi allargare la zona a tutta l'Emilia.

La strada vincente soprattutto per quanto riguarda qualità, tipicità del vitigno legata al territorio, per un vino identitario, è sicuramente quella che segue il modello francese.

. * Il Lambruscologo

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