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Non solo parolacce

Non solo parolacce

I Lo so, s'era detto niente parolacce. Il turpiloquio qui non interessa. Ma se sono i moderni costumi quelli sotto la lente di ingrandimento, almeno una volta tocca occuparsene....

 

Lo so, s'era detto niente parolacce. Il turpiloquio qui non interessa. Ma se sono i moderni costumi quelli sotto la lente di ingrandimento, almeno una volta tocca occuparsene. Poi diciamolo, alle parolacce si cede in genere. Perché qualche volta sono liberatorie, perché danno colore a un racconto, perché altrimenti, in macchina, invece del “vaffa” potresti sfoderare il kalashnikov.

L'importante è che non siano lo specchio di un pensiero volgare ma che soccorrano, con ironia, giornate un po' così. Lo dicono, e lo scrivono, linguisti, studiosi, docenti di psicologia della violenza. Con l'amore in senso stretto non le avevo mai messe in relazione, così come con le regole grammaticali. Ma le giovani leve possono svelare scenari ignoti grazie alla spensieratezza di uno status che si vorrebbe poter avere per sempre. Cupido non avrebbe mai detto che cedere alle sconcezze gli avrebbe dato corda, e così Prévert c'è da immaginarsi, come probabilmente anche Shakespeare o Pablo Neruda. Ma neanche i Pooh, Gino Paoli, o Lucio Battisti, per dire. E invece, nel 2017, ecco che la grammatica di strada soccorre il povero innamorato, come un sonetto del Petrarca non avrebbe mai potuto. Già, la grammatica, non l'ispirazione poetica. Almeno, una versione sui generis della stessa, il che forse farà sorridere qualche professore di lettere, che potrà comunque compiacersi di aver trasmesso, almeno in parte, qualche concetto di base.

-Mia madre s'è inc... di brutto - da un dialogo fra studentesse che ho avuto occasione di sentire di recente. Sotto l'ombrello, lungo la strada che porta a scuola, solo il tempo per una rapida confessione, prima di rassegnarsi a prendere in mano diario e penna.

-Perché che è successo?

- Ha preso il mio cello e ha letto i messaggi.

- Noo! E cosa c'era scritto?

- A parte quelli di scuola ha letto quelli per il mio ragazzo.

- Noo!

- Sì invece e mi ha punito, sabato non posso uscire.

- Ma perché, non sapeva che avevi un ragazzo? Cos'ha

letto alla fine ?

- Che gli ho scritto “Ti amo, ca...!”.

- Beh allora? Se l'è presa per il ti amo?

- Ovviamente no, per la parolaccia.

- Ma non capisce? Ca.. è il rafforzativo di ti amo.

Con buona pace di D'Annunzio, Dickinson & C.

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