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Modena, alle medie Lanfranco il bullismo va ko

Un originale progetto sportivo con la Ghirlandina Boxe Creato un percorso per insegnare il rispetto reciproco

Modena. Scuole Medie Lanfranco, progetto anti-bullismo con la boxe Alla palestra della scuola media Lanfranco è partito un progetto per far crescere ragazze e ragazzi. I maestri della Ghirlandina Boxe hanno escogitato per loro un percorso da piccoli Rocky... Il pugilato è spesso visto come la rappresentazione della violenza. L'obiettivo del progetto, tuttavia, è l'opposto. «Il pugilato è agilità e intelligenza», ha ricordato Marcello Maiocchi, storico istruttore della Ghirlandina Boxe. Si possono aggiungere altre qualità: controllo di sé, rispetto, superamento dei propri limiti. Video di Gino Esposito Interviste Gabriele Farina

MODENA. Un colpo basso al bullismo. Alla palestra della scuola media Lanfranco è partito ieri pomeriggio un progetto per far crescere ragazze e ragazzi. Come? Con la nobile arte del pugilato. I maestri della Ghirlandina Boxe hanno escogitato per loro un percorso da piccoli Rocky... o Laila Alì che dir si voglia. Già, perché tra i quindici partecipanti due erano del gentil sesso.

Meglio non provare a dire debole, visto l'impegno che mettevano con i guantoni. Il pugilato è spesso visto come la rappresentazione della violenza. L'obiettivo del progetto, tuttavia, è l'opposto. «Il pugilato è agilità e intelligenza», ha ricordato Marcello Maiocchi, storico istruttore della Ghirlandina Boxe. Si possono aggiungere altre qualità: controllo di sé, rispetto, superamento dei propri limiti. Molte volte nelle scuole si parla di bullismo con slide e professori.

Altre volte l'esempio giunge direttamente dai pari. In nessuno dei due casi, tuttavia, c'è la stessa interazione vista ieri tra i ragazzi. La filosofia dell'imparare facendo è stata indicata come il miglior modo per trasmettere insegnamenti e non semplicemente nozioni. «Il pugilato forma il carattere dei ragazzi - ha spiegato il maestro Antonio Coppola, anch'egli rappresentante della Ghirlandina Boxe - e li rende più forti. La prima cosa che fanno i pugili dopo l'incontro è abbracciarsi. È uno sport che insegna il rispetto verso l'avversario». Lo scopo dell'iniziativa, infatti, non è creare professionisti a tutti i costi, ma insegnare a vivere. Non è nemmeno un corso di autodifesa, per quanto tale aspetto possa essere importante. L'obiettivo è insegnare il rispetto a tutti, anche ai cosiddetti bulli. Se poi qualcuno non rinuncia alla violenza può poi essere messo così all'angolo. Una lezione concreta che s'impara con il più semplice dei linguaggi: il gioco.

Un esempio? Le ragazze e i ragazzi hanno fatto un esercizio misto di abilità, coordinazione e rispetto reciproco. Si sono disposti su due file, una di fronte all'altra. In mezzo c'era un anello agganciato a un palo. Ciascuno di loro, a turno, ha dovuto lanciare tre volte la palla attraverso l'anello... con la mano più debole. La persona dall'altra parte doveva dapprima respingerla (sempre con la mano più debole), poi schivarla e infine bloccarla. I movimenti di lancio e ricezione mimavano quelli che si tengono sul ring. Nel frattempo, altri maestri seguivano i primi colpi dati dai giovani.

Spiegavano loro come muovere le gambe, come distribuire il peso, come flettere le braccia. La corda non serviva come sostegno del ring, ma come mezzo con cui confrontarsi per alzarsi e abbassarsi a tempo, imparando l'agilità. Il progetto continuerà nei pomeriggi di venerdì, sempre all'interno della palestra di via Valli. Il corso è gratuito e si svolgerà in due fasi fino ad aprile.

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