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Passione volontariato: L’esempio del Selmi di Modena

«Cooperazione internazionale o nei centri di accoglienza. Ma anche doposcuola e aiuto ai disabili: che bello aiutare»

MODENA. L’Italia è al quattordicesimo posto nella classifica europea del volontariato. E cresce la percentuale dei giovani che anno dopo anno rendono la nostra società sempre più orgogliosa. Un grande stimolo può venire dalla scuola: di questo il Selmi può vantarsi straordinariamente. Le attività di volontariato organizzate sono e sono state tante.

«Tra queste c’è sicuramente “Molto più di un pacchetto regalo” ideato per sostenere i progetti di cooperazione internazionale dell’ associazione M ...

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MODENA. L’Italia è al quattordicesimo posto nella classifica europea del volontariato. E cresce la percentuale dei giovani che anno dopo anno rendono la nostra società sempre più orgogliosa. Un grande stimolo può venire dalla scuola: di questo il Selmi può vantarsi straordinariamente. Le attività di volontariato organizzate sono e sono state tante.

«Tra queste c’è sicuramente “Molto più di un pacchetto regalo” ideato per sostenere i progetti di cooperazione internazionale dell’ associazione Mani Tese», spiega Benedetta Reggiani, di Prima L.

La sua compagna di classe Caterina Roganti aggiunge: «Specie sotto Natale siamo stati invogliati ancora di più nel cercare di essere più buoni e caritatevoli».

Un’altra attività, invece, impegna i ragazzi quasi ogni mese al pomeriggio nel negozio “La bottega delle idee” gestito da Rossana, affetta da atrofia spinale. Il negozio vende oggetti creati da ragazzi con disabilità per portare a conoscenza delle persone questo loro lato artistico, che spesso non viene considerato.

I ragazzi della Seconda G raccontano queste esperienze con orgoglio, come dice Greta Gavioli: «Ho deciso di assumermi questo compito, perché fin da subito ho trovato questa esperienza interessante e un bel gesto da fare».

Simone Zucconelli aggiunge inoltre con un sorriso: «Aiutarla è stato anche divertente, visto che Rossana è sempre stata capace di mettermi a mio agio con il suo carattere gentile e scherzoso».

Carla Piccirillo: «Ciò che più mi ha trasmesso è il bisogno di aiutare le persone in difficoltà, non solo Rossana, ma anche chi ci sta accanto». Greta informa poi che «Il Selmi non si ferma qui, è in atto ormai da anni la collaborazione con la Caritas che mette a disposizione dei giovani volontari numerosi centri di accoglienza e aiuti, dove i ragazzi per due ore a settimana dedicano anima e corpo».

Agnese Cavazzuti della Terza H rivela il suo impegno al doposcuola alla Cdr: «L’ho fatto per provare un’esperienza nuova che porta la crescita della persona».

La sua compagna di classe Giulia Giordani la segue, «ma anche per capire come vivono altre persone, nel mio caso i bambini con situazioni familiari difficili, grazie al progetto “Casa sull’albero”. Inoltre - continua Giulia - è soddisfacente sentirsi parte di qualcosa e molto spesso sono proprio questi bambini che mi aiutano, perché non è scontato essere ascoltati come loro fanno».

Agnese in seguito riprende: «Ciò che più mi stimola nel mio servizio è vedere l’impegno delle singole persone che, nonostante l’aiuto dei volontari, cercano di combattere da sè le loro difficoltà. In più questa attività serve anche ad aprirci gli occhi sul vero mondo che non è composto solo da oggetti materiali, ma c’è qualcosa di più vero».

La conclusione è di Giulia: «Coloro che fanno volontariato non devono farlo per sentirsi delle belle persone, ma piuttosto per migliorare gli altri e loro stessi con tanta umiltà e volontà, infatti nonostante i vari impegni extrascolastici riesco sempre a incastrare tutto senza mai saltare un incontro».

Queste sono solo alcune delle testimonianze dei tanti volontari del Selmi, che ogni anno sono sempre numerosi e volenterosi, pronti a rendere Modena un posto migliore, ma soprattutto loro stessi migliori sentendosi finalmente parte di qualcosa.