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Il “Gallo” innamorato «Con Vasco piango»

Storico bassista: «Sul palco sento i suoi respiri e mi fa vivere»

MODENA. Una lacrima sul viso. È quella lacrima che scende sul volto di Claudio “Gallo” Golinelli ogni volta che Vasco Rossi intona “Vivere”. Non riesce a trattenerla soprattutto se Vasco la canta trasmettendo quell’emozione particolare che mette un’anima alle sue canzoni. E che vivi anche sul palco, come accade al Gallo, storico bassista del Blasco. Ha trascorso 40 anni accanto al rocker di Zocca, prestando il suo basso anche ad altri grandissimi artisti come Gianna Nannini, i Tazenda, Eugen ...

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MODENA. Una lacrima sul viso. È quella lacrima che scende sul volto di Claudio “Gallo” Golinelli ogni volta che Vasco Rossi intona “Vivere”. Non riesce a trattenerla soprattutto se Vasco la canta trasmettendo quell’emozione particolare che mette un’anima alle sue canzoni. E che vivi anche sul palco, come accade al Gallo, storico bassista del Blasco. Ha trascorso 40 anni accanto al rocker di Zocca, prestando il suo basso anche ad altri grandissimi artisti come Gianna Nannini, i Tazenda, Eugenio Finardi. Ma sempre e solo col permesso di Vasco che non ha mai tradito.

Il "Gallo" Golinelli, racconta i suoi 40 anni con Vasco Rossi

«Mi si chiede quale sia per me la canzone più bella di Vasco Rossi: non so, sono tutte belle, ma quando canta Vivere come sa fare lui la lacrimuccia ci scappa. Perché è la mia canzone. Nel 2005 mi diagnosticarono un cancro al fegato e mi diedero solo cinque mesi di vita. Ma riuscii a vincere questa battaglia, rimasi legato con tutto me stesso a quella vita e mi sento un beneficiato. Oggi a 66 anni sono ancora qui, sul palco con lui, dopo quaranta tournee passate fianco a fianco. Amo Vasco Rossi, siamo grandi amici e i suoi testi sono unici. E poi Sally, oggi è di uso comune, ma è una canzone bellissima. E cè n’è un’altra che mi fa impazzire: Io No. Guardate, è una canzone violentissima. Quando dice “ti aspettavo dietro un vetro come un cane” che roba è? Pazzesca. Me ne sono accorto dopo anni di quel testo e mi sono detto, ma quanto bravo quell’uomo. Io lo amo».

Claudio Golinelli, ospite da Lenzotti Strumenti Musicali per una demo degli amplificatori Gr che usa nei concerti (“sono leggeri, piccoli e molto potenti, come voglio io”), si lascia andare a confessioni e aneddoti.

«Sul palco sono sempre alla sua destra, io conto addirittura i battiti del cuore di Vasco, sono lì sempre pronto ad intervenire. Sento il suo respiro, non guardo il pubblico ma solo lui. C’è una grandissimo feeling e ci capiamo al volo. Diciamo che conosco meglio Vasco di mia moglie. Anzi dalla prima mi sono separato prima ancora che con lui».

Benvenuti a Modena Park: ecco il parco del concertone di Vasco Rossi

Ed eccoci a Modena Park, il grande evento, uno dei più grandi concerti europei che Vasco farà a casa sua.

Come state vivendo voi musicisti questo momento?

«C’è già l’adrenalina alta. Si sta già preparando la scaletta ovviamente con la supervisione di Vasco. Non è facile scegliere la canzoni, ci sono 40 anni di canzoni e la selezione diventa difficile. Ma vogliamo regalare a Modena una grandissima emozione: sarà un concerto eccezionale, che durerà almeno tre ore, forse quattro perché sarà una festa imperdibile».

Quando inizierete a provare?

«Guido Elmi, il produttore di Vasco, sta preparando i cd con la scaletta e li stiamo aspettando. Io sono un disastro, esco un po’ dal seminato e Vasco lo sa bacchettandomi anche sul palco. Lui va a correre, io corro sul divano, facendomi girare in testa le canzoni. Ma poi, dai non scherziamo, dopo 40 anni i pezzi li conosco tutti. Prepareremo il concerto in una zona un po’ dispersa della Puglia, lontano da tutto nelle settimane precedenti Modena Park. Piuttosto speriamo che mettano in vendita ancora biglietti. So che finora ne sono stati venduti 181mila, ma ne servono di più. Quel parco deve scoppiare di entusiasmo».

Cosa ci racconti di Vasco dietro le quinte?

«È una persona eccezionale, credetemi. Ma è anche un grande professionista: mi fa impazzire quando ci interroga prima di entrare in scena. “Qual è la terza canzone?”, mi chiede. Ci provo a rispondergli, ma poi lo mando a quel paese».

È vero che andrai in pensione quando lui smetterà di cantare?

«Ci dovrei già essere da un pezzo, ma finché Vasco mi prende, io vado con lui. Gliel’ho già detto: appena smette, mollo tutto anche io. Ricordo ancora quando mi chiamò in Germania, ero con Gianna Nannini ma mi ero stancato di mangiare wurstel. Mi voleva con sé, sono passati 40 anni...».