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Terremoto Emilia, interinali senza contratto “Sciopero” e preoccupazione 

I 600 lavoratori impegnati nei Comuni non hanno ancora ricevuto il rinnovo della missione. Alcuni incrociano le braccia, altri vanno in municipio “in nero” e c’è chi incontra la Regione

MIRANDOLA Ci sono interinali, che lavoravano nella ricostruzione, da mesi ancora senza occupazione, ossia da quando venne ristretto il cratere sismico e alcuni di loro finirono le missioni nei Comuni periferici. Dovevano arrivare ieri nei vari municipi ancora alle prese con i problemi del terremoto, ma non si sono visti, mentre è andata in scena la protesta dei dipendenti di Manpower, prestati alle strutture comunali per rinforzare l’organico, ma rimasti senza il rinnovo dell’incarico.

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MIRANDOLA Ci sono interinali, che lavoravano nella ricostruzione, da mesi ancora senza occupazione, ossia da quando venne ristretto il cratere sismico e alcuni di loro finirono le missioni nei Comuni periferici. Dovevano arrivare ieri nei vari municipi ancora alle prese con i problemi del terremoto, ma non si sono visti, mentre è andata in scena la protesta dei dipendenti di Manpower, prestati alle strutture comunali per rinforzare l’organico, ma rimasti senza il rinnovo dell’incarico.

Per raccontare una storia di burocrazia terremotata bisogna però fare un passo indietro e tornare al 24 febbraio quando Adecco conferma di non volere impugnare la gara che assegna a Manpower la “fornitura” degli interinali. I mandati di missione sono in scadenza al 28 febbraio e così inizia la corsa contro il tempo per effettuare un monitoraggio delle necessità di tutti i Comuni del cratere. Si chiede ai responsabili del personale di elaborare una scheda per ogni precario, evidenziando le loro competenze e per cosa sono occupati. Un’operazione ridondante visto che centinaia di loro, da quasi cinque anni, hanno le medesime mansioni.

Per alcuni paesi quella fotografia viene considerata adeguata, per altri invece giunge un input dall’Agenzia regionale per la ricostruzione: bisogna essere ancora più dettagliati. E si arriva così a martedì, ultimo giorno di lavoro ufficiale in una zona in cui l’emergenza sisma è ben lontana dall’essere completata e dove i Comuni sono ancora in sofferenza sia di organico che di competenze specifiche.
Il malumore inizia a serpeggiare: nei gruppi whatsapp in cui gli interinali si tengono in contatto, c’è chi propende per la linea dura, soprattutto per il mancato rispetto umano verso i lavoratori. Perché sanno bene che il rinnovo della missione presto arriverà, ma la disponibilità ad essere sempre l’ultima ruota del carro dei Comuni, a fronte di un impegno meticoloso e professionale, non viene più tollerata.
Per rassicurarli e farli desistere da proteste pubbliche non basta neppure una mail conciliante di Manpower, che recita “Gentile Lavoratore/trice, con la presente siamo a confermarle l’attivazione di un nuovo contratto a partire dall’01/03/2017. Nella giornata di domani sarà possibile procedere alla firma del contratto accedendo al portale www.manpoweronline.it con le proprie credenziali”.

Ieri mattina, però, quel contratto - sono in tutto seicento da caricare sul sito - ancora non c’è e qualcuno decide di non recarsi in municipio. Di fatto, senza il rinnovo di missione, che sarà fino al 31 dicembre, non vi è alcuna tutela. Gli interinali sono sostanzialmente occupati per un giorno “in nero”, a proprio rischio e pericolo e senza tutele. C’è chi accetta questa ulteriore precarietà e addirittura timbra il cartellino, sedendosi alla propria scrivania per sbrigare le faccende quotidiane. Ma c’è anche chi non ci sta. Le mobilitazioni maggiori sono a Finale, Concordia e Cavezzo, ma anche a Reggiolo e Galliera. A Finale alcuni lavoratori hanno un serrato confronto con il sindaco Sandro Palazzi, che evidenzia tutto il proprio sconcerto e sottolinea un paradosso: si vuole velocizzare la ricostruzione e poi si tolgono risorse umane. Le ore passano, fino a quando alcuni rappresentanti decidono di andare fino in Regione per chiedere rispetto. E a Bologna li accoglie Enrico Cocchi, responsabile dell’Agenzia regionale per la Ricostruzione. Spetta a lui incassare le richieste di maggior rispetto umano e viene decisa l’apertura di un tavolo di confronto con riunioni periodiche, in modo tale che ogni scadenza di contratto possa essere gestita con tempi certi e senza rincorse. Oggi, salvo sorprese, tutti torneranno a lavorare, sempre che Manpower invii i rinnovi di missione da firmare.