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«Al Ramazzini mancano  medici e infermieri» 

Consiglio comunale straordinario sul tema della sanità con i dirigenti dell’Ausl Il sindaco chiede personale e mezzi. Preoccupano i pensionamenti dei primari

Reparti che soffrono, dove i primari stanno per andare in pensione e il futuro preoccupa i pazienti, desiderosi di ottenere la certezza che l’alto standard qualitativo conseguito dal Ramazzini venga valorizzato dall’Ausl e non sia sottovalutato a vantaggio di Baggiovara.
Di questo si è parlato nel corso di un appuntamento con i “big” della sanità modenesi, arrivati a Palazzo Scacchetti per rispondere alle criticità evidenziate da forze politiche e dal sindaco Alberto Bellelli che ha introdotto la serata, cui hanno preso parte: il direttore generale dell’Ausl Massimo Annichiarico, Toscani, direttore del Dipartimento interaziendale Emergenza - Urgenza, a Gerardo Bellettato, direttore del Servizio Unico Attività Tecniche dell’Ausl, Fabrizio Starace, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Ausl. Quest’ultimo ha ricordato come al Centro di Salute mentale di Carpi si metta in atto una sperimentazione unica che consente al paziente di trovare in un unico luogo ciò di cui ha bisogno.
Mentre è stato il sindaco Bellelli a sottolineare i problemi legati « alla mancanza di infermieri e di operatori socio-sanitari. Inoltre, al Pronto soccorso si registra la carenza di sei medici, gli automezzi in dotazione sono pochi e datati, in Lungodegenza il numero di posti letto è inadeguato, in Rianimazione mancano cinque anestesisti, primari non sono stati rimpiazzati». Le camere ardenti, inoltre, sono poco dignitose e inadeguate.
Il dibattito è stato poi molto effervescente: Roberto Benatti (FI) ha parlato di «martiri della sanità e di mancata risposta ai cittadini su che cosa li aspetta in futuro». Giorgio Verrini di Carpi Futura ha sottolineato come «siano circa 190mila i cittadini si spostano verso altre regioni, come la Lombardia, di questi 60mila da Carpi e Mirandola. Una tendenza in aumento, così come è in crescita il ricorso a strutture private accreditate: una mobilità interna infraregionale, solo per l’area Nord, che costa circa 4 milioni di euro».
È stata poi evidenziata incertezza riguardo al reparto di Ortopedia, dal momento che il primario Eugenio Rossi andrà in pensione, così come Gabriele Taddia, primario di Anestesia. Idem per Pronto Soccorso, Otorino e Pediatria. Annichiarico ha fatto presente come per Pediatria il bando scadrà il 13 marzo. «Per Otorino il primario c’è ed è uno dei migliori in Italia: si tratta del prof Presutti - ha detto il direttore generale - Non ci
sarà un altro primario, quindi. Per quanto riguarda gli anestesisti, il problema non è la volontà di prenderli: il problema è trovarli... Faremo uscire comunque il bando, ma ci troviamo a competere con un mercato privato che può permettersi di offrire compensi più allettanti dei nostri».

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