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A Modena tutto esaurito sul bus di Linea F(uturo)

Un momento del filodramma "Linea F(uturo)", qui in corso Duomo

Grande successo a Modena dello spettacolo itinerante inserito nel progetto Ert "Un bel dì saremo". In centinaia hanno preso parte al filodramma in bus "Linea F(uturo)" con gli attori della compagnia

Un bel dì saremo: Linea F(uturo) fa il pieno di pubblico

MODENA. Una folla scatenata si è presentata, domenica mattina, 5 marzo, alla fermata zero del “filodramma”. Il filobus su cui si è svolto lo spettacolo “900 invisibile andata e ritorno” aveva come stazione di partenza largo porta Sant’Agostino, appunto, la prima delle tre tappe del viaggio teatrale.

Il nuovo appuntamento con Linea F(uturo), nell’amb ...

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Un bel dì saremo: Linea F(uturo) fa il pieno di pubblico

MODENA. Una folla scatenata si è presentata, domenica mattina, 5 marzo, alla fermata zero del “filodramma”. Il filobus su cui si è svolto lo spettacolo “900 invisibile andata e ritorno” aveva come stazione di partenza largo porta Sant’Agostino, appunto, la prima delle tre tappe del viaggio teatrale.

Il nuovo appuntamento con Linea F(uturo), nell’ambito del progetto “Un bel dì saremo”, realizzato in collaborazione con Seta e l'Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia Urbana del Comune di Modena, ha riscosso un grande successo. Erano le ore 9 quando un gruppo piuttosto numeroso di persone sostava davanti a Palazzo dei Musei. In trepida attesa, i presenti, hanno scambiato con noi qualche parola. Tra le decine e decine di modenesi presenti, in molti, provenivano addirittura da fuori regione.

In centinaia per il viaggio su Linea F(uturo)

«Siamo di Firenze - ha raccontato una famiglia di toscani - e la motivazione per cui siamo a Modena è duplice: sia per lo spettacolo sul filobus, che è una novità assoluta, sia per visitare questa bella città». Motivazioni affini anche per un altro gruppo di intervistati, originari di Lecco. «Siamo particolarmente interessati a questa rappresentazione - ha detto una donna proveniente dalla città lombarda, in compagnia di amici - e poi seguiamo ovunque gli attori di “Un bel dì saremo”: questa mattina non potevamo mancare».

L’attesa è durata poco e all’arrivo dell’attore Lino Guanciale erano già tutti muniti di cellulare per immortale il momento con un selfie. Dopo qualche scatto è giunto anche il mezzo di Seta. Tuttavia, prima di far salire i “passeggeri-spettatori” Guanciale ha introdotto il progetto di Ert (Emilia Romagna teatro) sulla trasformazione urbanistica avvenuta in città durante il Novecento. A fargli da spalla, o per meglio dire da elemento di disturbo, c’era Michele Dell’Utri, altro componente della rappresentazione.

I testi scelti per la recita variavano dai volumi sulla città e l’architettura del Novecento a Modena, alle opere del poeta modenese Antonio Delfini. Non sono mancate, inoltre, citazioni del testo “Esercizi di stile” dello scrittore francese Raymond Queneau. Anche se il vero esercizio di stile è stato compiuto dagli attori presenti sull’insolito palcoscenico mobile. Guanciale e Dell’Utri, erano, infatti, accompagnati in questo viaggio alla scoperta di Modena, da altri due attori: Diana Manea e Simone Tangolo.

"Linea F(uturo)", un nuovo successo

I “fantastici quattro” hanno coinvolto centinaia di persone: alcune delle quali sono riuscite a salire sul filobus, mentre tante altre hanno proseguito a piedi. La seconda tappa dello spettacolo è avvenuta all’angolo tra corso Canalchiaro e corso Duomo. Qualche altro frammento della città antica è stato narrato ai piedi della Ghirlandina e poi via verso piazza Matteotti, l’ultima fermata del bus teatrale. Solo a quel punto siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con Lino Guanciale.

«Non ci aspettavamo un ritorno così positivo - ha ammesso l’attore - perciò siamo più che contenti della risposta che abbiamo avuto». Qual è l’elemento che attrae? «Credo che di questa formula attragga molto sia la connessione con la città attraverso il racconto del passato - ha risposto Guanciale - sia che ciò avvenga sul filobus, che è una novità come location di uno spettacolo, ma anche un mezzo conosciuto da tutti, solitamente utilizzato per un’altra funzione». Facendo ritorno al punto di partenza, era possibile intravvedere, come tante altre persone erano in attesa della seconda e terza replica sul filobus teatrale.