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Modena. Finti docenti: salgono a 4 le librerie truffate per migliaia di euro

Danni per decine di migliaia di euro dalla coppia denunciata. Appello in vista del futuro risarcimento

Sale il numero delle librerie specialistiche truffate dalla coppia di campani residenti a San Lazzaro di Savena. Restando alla sola nostra provincia, i negozi-vittima sono tre a Modena e una a Carpi per danni complessivi di decine di migliaia di euro in libri portati via e ricettati. E una di queste, la Athena (specializzata in pubblicazioni mediche) lancia un appello per unire le forze in vista di un risarcimento in sede civile. Dopo il caso reso noto nei giorni scorsi del colpo alla librer ...

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Sale il numero delle librerie specialistiche truffate dalla coppia di campani residenti a San Lazzaro di Savena. Restando alla sola nostra provincia, i negozi-vittima sono tre a Modena e una a Carpi per danni complessivi di decine di migliaia di euro in libri portati via e ricettati. E una di queste, la Athena (specializzata in pubblicazioni mediche) lancia un appello per unire le forze in vista di un risarcimento in sede civile. Dopo il caso reso noto nei giorni scorsi del colpo alla libreria “Barone rampante” di via Canalino - negozio della catena Ubik che ha subito un danno di almeno 18mila euro - e dopo quello alla Athena da 11 mila euro, altre due librerie hanno sporto denuncia, aggiungendo altri fascicoli alle indagini già avviate in numerose provincie italiane.
Solo il gruppo Ubik ha fatto sapere di avere avuto altri danni, nonostante le precauzioni che si prendono di solito con i clienti: controllo della partita Iva, anticipi e caparre e informazioni sui clienti che ordinano testi per migliaia di euro.
I due finti docenti, una 50enne e un 42enne napoletani residenti alle porte di Bologna, sono riusciti a fare lo stesso i loro colpi fino a quando il 26 febbraio sono stati fermati su un furgone pieno di libri a Prati Romani di Padova e finalmente identificati e denunciati mettendo così fine a un incubo per le vittime. Ora si tratta di fare il conto finale di questo bagno di sangue: sicuramente oltre i centomila euro complessivi. In attesa che l’inchiesta si concluda e si proceda al giudizio.