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«Immigrati, nessuna previsione» 

Il sindaco Muzzarelli sull’accoglienza: «In totale ci sono 1446 richiedenti asilo»

«Non facciamo previsioni per Modena sugli immigrati - spiegava ieri il sindaco di Modena Muzzarelli - anche se il fenomeno continua. Nello scorso gennaio è stato approvato un nuovo progetto per 100 posti per uomini che andranno nella zona dell’Unione Terre d’Argine». Mentre il Comune resta in attesa di comprendere se il nuovo Centro di permanenza per i rimpatri degli immigrati - l’ex Cie sotto la Ghirlandina chiuso nel 2013 - sarà a Modena o meno si fanno i conti sulle presenze del territorio. Nel Modenese, ha spiegato ieri il sindaco Muzzarelli rispondendo a una interrogazione di Domenico Campana di Per me Modena e Marco Cugusi e Francesco Rocco di Mdp, i richiedenti asilo sono in totale 1446 compresa una decina di minori. La stragrande maggioranza, 1371 persone, sono gestite attraverso il progetto dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) gestiti dalle prefetture nelle varie province mentre di un numero minore si occupa lo Sprar del Ministero degli interni. I richiedenti asilo legati a Cas sono in crescita (nell’agosto scorso erano 1155 persone) mentre calano quelli “Sprar” viso che nel 2016 questi ultimi sono stati 102 e oggi siamo appunto a una sessantina. Il progetto Sprar, adulti e minori, è gestito dal Comune tramite appalto attualmente assegnato al Consorzio Cooperative Sociali-Caleidos. Fino ad oggi i servizi gestiti dalla Prefettura sono stati affidati alle Coopertaive Caleidos e L’Angolo mentre è in corso la procedura per una nuova assegnazione e la Prefettura ha comunicato che sono state ammesse alla fase di valutazione delle offerte le Cooperative Sociali Caleidos e Leone Rosso e Centro Sociale Giovanni XXIII. «Se la legge prevederà effettivamente l’ampliamento della rete dei Centri di Permanenza per i Rimpatri - spiega Giancarlo Muzzarelli - il Comune valuterà la situazione alla luce di quattro criteri: garanzia assoluta del rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone, che deve poter essere controllata anche dalle istituzioni del territorio; garanzia che negli eventuali centri sia impiegato personale qualificato e che non sia in nessun modo sottratto ai corpi dello Stato impegnati nella protezione dell’ordine pubblico sul territorio; che anzi i Corpi dello Stato siano rafforzati in uomini e mezzi; che il miglioramento delle misure di prevenzione e repressione dei fenomeni illegali riconducibili all’immigrazione sia accompagnato da un ulteriore impegno, anche finanziario, su accoglienza e integrazione». Insomma il primo cittadino mette i puntini sulle “i” rispondendo all’interrogazione di PmeMo e Mdp. Campana ha chiesto al sindaco informazioni su profughi presenti, tipo di accoglienza, agenzie che se ne occupano, ruolo dell’amministrazione comunale e iniziative per l’integrazione: «Se sia pervenuta richiesta - dice Campana - o comunicazione
da parte di organi di governo al fine di costituire o ripristinare sul territorio comunale centri di identificazione o simili e qual sia l’orientamento dell’Amministrazione a proposito». Negli ultimi tempi il sindaco ha incontrato i ministri Alfano e Minniti sul tema.
Stefano Luppi

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