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I problemi della Bassa dopo il sisma: «Artigiani demoliti dalla ricostruzione» 

Vertice Lapam-Regione: «Burocrazia e ritardi nelle liquidazioni, siamo al collasso». La promessa: «Cambiamo le regole»

«Quando passo per le case dove abbiamo lavorato, vedo la gente al riparo, in edifici nuovi e confortevoli pagati diciamo così dalla ricostruzione. E le imprese affidatarie, quando hanno incassato dalla Regione, quei soldi li hanno utilizzati per sè, per pregressi debiti, per altro.... E io, che per fare quei lavori ho speso in materiali anche 50mila euro, perchè se vuoi il materiale dai fornitori oggi devi pagare in anticipo, non solo soffro questa esposizione, ma tantomeno sono stato pagato ...

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«Quando passo per le case dove abbiamo lavorato, vedo la gente al riparo, in edifici nuovi e confortevoli pagati diciamo così dalla ricostruzione. E le imprese affidatarie, quando hanno incassato dalla Regione, quei soldi li hanno utilizzati per sè, per pregressi debiti, per altro.... E io, che per fare quei lavori ho speso in materiali anche 50mila euro, perchè se vuoi il materiale dai fornitori oggi devi pagare in anticipo, non solo soffro questa esposizione, ma tantomeno sono stato pagato. È scandaloso, è assurdo. Con queste regole noi artigiani siamo al collasso, molti hanno chiuso, molti chiuderanno...».
L’appello disperato di uno tra i tanti artigiani, a cinque anni dal sisma, ha finalmente innescato un incontro serio in Regione, richiesto da Lapam Federimpresa. E la richiesta, al di là delle reciproche posizioni, è presica: «Chiediamo che si adotti un sistema analogo a quello del nuovo Codice degli Appalti che consente alle imprese subappaltatrici, previa una richiesta motivata, di essere pagate direttamente. Oggi questo non è possibile, ma crediamo che si debba lavorare in questo senso per accelerare la liquidazione dei contributi ed evitare il soffocamento delle imprese artigiane coinvolte».
Parole di Erio Luigi Munari alla Regione, presidente di Lapam Federimpresa. «Abbiamo voluto questo incontro per cercare soluzioni che diano l’opportunità alle piccole imprese di subfornitura di non collassare. Siamo arrivati al paradosso che vi sono imprese che preferiscono rinunciare ai lavori, pur di evitare ritardi nelle liquidazioni non sostenibili», dice Munari, che nella sede di Lapam ha incontrato l’assessore regionale alla ricostruzione, Palma Costi ed Enrico Cocchi, responsabile dell’agenzia per la ricostruzione della Regione. C’era anche il presidente regionale dell’associazione, Marco Granelli, il segretario Carlo Alberto Rossi, il presidente del comparto costruzioni Lapam, Roberto Ferrari, il membro di giunta Gilberto Luppi, segretari e funzionari dell’Area Nord.
Le differenti modalità di gestione tra Comune e Comune per le pratiche Mude (edifici civili) rendono complicato il quadro sotto questo profilo, mentre per le pratiche Sfinge (immobili produttivi) si riscontrano meno problemi, sia pure con ritardi nelle liquidazioni. «Il problema – ha sottolineato Munari – riguarda le piccole imprese artigiane in subappalto che scontano tempi di liquidazione troppo elevati».
E ora si aggiungono i danni alle imprese artigiane coinvolte nei concordati avviati da imprese affidatarie dei lavori. «Vi sono casi di piccole attività artigiane che non possono incassare importi elevati per lavori già eseguiti per conto delle capofila fallite», dice Lapam.
L’assessore Costi ha sottolineato come i ritardi dipendano anche nella presentazione delle rendicontazioni e come il tema sia, spesso, legato ai rapporti contrattuali tra le imprese. Costi ha comunicato che per i Mude la Regione ha aumentato il personale dedicato alle pratiche sisma per i comuni più danneggiati. Inoltre, sul versante Sfinge, il personale di Invitalia destinato alle istruttorie e alle domande di concessione, dopo il 31 marzo sarà destinato al potenziamento delle liquidazioni, anche se sono poche le domande di Sal presentate:1200 le pratiche concesse su Sfinge dove non è pervenuta al momento alcuna richiesta di liquidazione.
Cocchi ha detto che, per ovviare al problema dei concordati, è imminente l’approvazione di un emendamento inserito nel decreto sisma Italia centrale, dedicato al sisma Emilia che consente, a certe condizioni, il pagamento diretto alle imprese in subappalto.
«Sarebbe un risultato atteso da tempo», hanno replicato Munari e Granelli.
«Occorre maggiore uniformità di gestione delle procedure di liquidazione – ha sottolineato Ferrari – seguendo l’esempio di amministrazioni locali che, attraverso i sopralluoghi in cantiere, riducono i tempi di verifica e quindi di liquidazione degli stati di avanzamento lavori». (ase)