Quotidiani locali

Modena, autisti: «Situazione grave in pochi e su bus vecchi» 

Rendace di Faisa Cisal: «Bulgarelli mente quando ci accusa di assenteismo La realtà è che per non assumere prende interinali e obbliga a fare straordinari»

MODENA. «Il presidente Vanni Bulgarelli e il direttore Roberto Badalotti accusano gli autisti di Seta di assenteismo. È una bugia. Scrivetelo, per favore. Dietro questa accusa c’è una situazione grave. Ed è il motivo dello sciopero di oggi».
Così Giuseppe Rendace di Faisa Cisal, sindacato che con Filt Cgil, Fit Cisl, Uitltrasporti e Ugl organizza per oggi il raduno del personale Seta alle 9 in via Bacchini davanti alla stazione delle autocorriere e poi il corteo che si snoderà per il centro fino a Piazza Grande. Una giornata di sciopero - dalle 8.30 alle 12.30 - e protesta per far conoscere a chi prende il bus tutti i giorni, studenti, anziani, famiglie, cosa c’è dietro certi ritardi o tanti mezzi scassati.
Rendace, partiamo da quella che lei chiama la “bugia” della direzione di Seta.
«La bugia è l’accusa di assenteismo. In realtà a Modena esiste un grave problema di organico di autisti. Sono 410-15, quando il fabbisogno per Modena e per tutta la provincia sarebbe di almeno 20 unità in più, fino a 430-35. Proprio perché invece si lavora in emergenza e i pensionamenti proseguono, ci si aspetterebbe che l’azienda trasporti attinga dalle graduatorie e sostituisca chi manca. Invece, si procede solo con “chiamata a somministrazione” (simile alla chiamata interinale, ndr) e agli straordinari obbligatori. Si è arrivati al punto in cui autisti che hanno bisogno di stare a casa per la Legge 104 perché hanno un figlio disabile devono venire a lavorare. Questa è la realtà di Seta a Modena».
Cosa vuol dire per un autista lavorare con pochi colleghi?
«Significa comprimere gli orari a discapito del servizio e della sicurezza di chi viaggia. Se tutti i giorni l’autista deve fare i doppi turni lavorando dalle 5 alle 20.30 sul bus non solo non è bello ma non è sicuro. La situazione è peggiorata al punto che un mese fa ci è stato comunicato che sono obbligatori gli straordinari, dopo che c’era stato il rifiuto di farli da parte di alcuni. Gli autisti devono farli o scatta una contestazione disciplinare che può diventare una sanzione. Tutto per non prendere gli autisti in graduatoria. Altro che assenteismo».
Parliamo della sicurezza per gli utenti.
«È un altro motivo dello sciopero. Da anni si viaggia su bus vecchi, scassati o fatiscenti che non ce la fanno più a marciare. Anche quelli nuovi cominciano ad avere problemi ed è logico. All’officina di Seta i tecnici e gli operai vanno in pensione, il personale scarseggia. Conclusione: non si fa il fermo macchina. Se l’autista segnala problemi o guasti, il giorno dopo quel bus è in strada. Quelli nuovi poi… Prendiamo quelli presentati poco tempo fa in Piazza Grande: sono tutti andati a Parma e Piacenza, uno solo è rimasto a Modena».
Un altro problema è l’insicurezza per autisti e pubblico di fronte a viaggiatori aggressivi o senza biglietto.
«È collegato al problema dei controllori. Oggi per tutta Modena e provincia ci sono solo 16 controllori che fanno turni da 4 alla volta. Tutto qui. C’è una società privata, la Hola Check, che controlla Modena città, quelli di Seta vanno in provincia. Poi ci sono autisti che lo fanno per volontariato dopo il loro turno. Ma negli ultimi due anni i controlli sono calati sensibilmente. E non basta neanche il volontariato».
E lo stipendio?
«Guardi, lo stipendio è importante ma resta sullo sfondo di fronte a questi problemi. Gli autisti vogliono prima lavorare

bene, dignitosamente e in sicurezza e poi chiaramente avere uno stipendio adeguato. La realtà è che abbiamo tempi di percorrenza tiratissimi, con linee come la 11 e la 13 che non possono stare nei tempi programmati senza commettere infrazioni e allo stesso tempo bus che arrivano in ritardo».

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie