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Modena, don Graziano saluta S. Agostino 

A fine estate lascerà la parrocchia per andare missionario nelle Filippine: commozione all’annuncio

MODENA. Un annuncio shock, inatteso, che ha provocato grande commozione nella parrocchia di Sant’Agostino, una delle più importanti di Modena. L’annuncio è di don Graziano Gavioli, 43 anni, il parroco di una comunità in pieno centro storico che è diventata, sotto la sua gestione, un irrinunciabile punto di riferimento per i filippini e i peruviani che vivono in città. E sono tanti, non sempre visibili a sguardi superificiali, ma non a quelli di don Graziano che invece li ha accolti a braccia aperte e ospitati nella sua parrocchia dedicando loro grandi attenzioni. Don Graziano non sarà più il parroco di Sant’Agostino: non da subito, ma da fine agosto quando partirà per seguire la sua vocazione missionaria.

Per due anni vivrà nelle Filippine per cercare di conoscere a fondo un popolo di grande fede e poter poi mettere a disposizione l’esperienza che andrà a vivere al suo ritorno in Italia. Ovviamente tante le lacrime che si sono sparse ieri in chiesa in occasione delle celebrazioni presiedute da don Graziano che è originario di Nonantola. Lacrime che hanno bagnato gli occhi proprio dei filippini e dei peruviani che ogni domenica affollano la chiesa e che avevano trovato nel “don” un amico, un fratello, un uomo sempre pronto a dare una mano, un consiglio e a spendersi per loro. Perché Graziano Gavioli non è il prete bacchettone, che ama parate e percorsi curiali. La sua storia, anche se molto giovane, racconta di un uomo che la sua vocazione l’ha sempre vissuta tra la gente che fosse modenese, straniera, benestante o bisognosa.


Dopo essersi consacrato al sacerdozio, è stato protagonista di una bellissima esperienza a Maria Immacolata accompagnando anche la fusione con San Giuseppe Artigiano che ha dato origine a Gesù Redentore il cui parroco era don Marco Pongiluppi recentemente sostituito da don Fabio Bellentani. Poi il vescovo Benito Cocchi gli affidò l’importante incarico di guidare la comunità di Sant’Agostino.


Una missione importante che don Graziano ha affrontato a modo suo: aprendo le porte a tutti. E da quelle porte è uscita una luce potente di accoglienza che ha attirato i filippini e i peruviani di Modena. Porte che sono state aperte anche a tutti i bisognosi: ogni giorno Don Graziano cucina e invita a pranzo chi non ha un posto dove andare e qualcosa da mettere sulla tavola. Si è dedicato anche alla comunità africana, ha portato aiuto alle schiave costrette a prostituirsi sulla strada. Invitato prima a Manila, poi in Perù dai suoi stessi parrocchiani, ha maturato la grande scelta di partire in missione, un’esigenza interiore di affrontare una nuova esperienza di vita e vocazionale che stava maturando da anni. Il nuovo vescovo di Modena, Erio Castellucci, ha capito la forza di questa nuova spinta e lo ha assecondato. Don Graziano, protagonista attivo della pastorale giovanile

di Modena (vedi le tende davanti alle scuole di prima mattina) ha trovato la sua nuova strada. Una strada che lo porterà lontano per un paio d’anni, ma che lo restituirà a Modena più forte e deciso a vedere quello che tanti occhi non vedono o non vogliono vedere.
Paolo Vecchi

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