Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

«Vivere, condividere: tutto il nostro futuro sta nelle relazioni» 

Laura De Zorzi Poggioli ha iniziato con l’Azione Cattolica: «Non esistono confini, il bello e il brutto sono ovunque» 

MODENA . «Sono un’educatrice, fino allo scorso settembre ho lavorato in una comunità di minori allontanate dalla famiglia ma poi sono partita alla scoperta dell’Africa. Non sono educatrice solo nel lavoro ma anche nel volontariato, faccio parte dell'Azione Cattolica e seguo un gruppo di pazzi meravigliosi di prima media».
Laura De Zorzi Poggioli, 25 anni, di Modena, è un vero vulcano: «Nel mio tempo libero frequento due corsi di danza, Pizzica e Tarantelle ed Afro tradizionale della Guinea ( ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

MODENA . «Sono un’educatrice, fino allo scorso settembre ho lavorato in una comunità di minori allontanate dalla famiglia ma poi sono partita alla scoperta dell’Africa. Non sono educatrice solo nel lavoro ma anche nel volontariato, faccio parte dell'Azione Cattolica e seguo un gruppo di pazzi meravigliosi di prima media».
Laura De Zorzi Poggioli, 25 anni, di Modena, è un vero vulcano: «Nel mio tempo libero frequento due corsi di danza, Pizzica e Tarantelle ed Afro tradizionale della Guinea (sono anche stata in Guinea a fare uno stage di danza atomico con delle persone spettacolari). Inoltre adoro la musica, la lettura, il movimento, la natura e l'arte nelle sue sfaccettature. Però penso che la mia passione più grande siano le relazioni, infatti adoro tutto ciò che è condivisione. E visto che gli impegni non sono mai troppi, ho deciso, ormai da due anni, di far parte come volontaria di Bambini nel Deserto, Ong che opera in Africa, in particolare nelle zone del Sahel».
Laura racconta di essere cresciuta in un contesto parrocchiale molto vivo, allegro e accogliente, in cui le è stata trasmessa la gioia e la bellezza di mettersi in gioco con e per gli altri. «Crescendo in questo contesto ho avuto la possibilità di fare l'animatrice presso l'oratorio della parrocchia, di continuare come animatrice al centro estivo e successivamente di fare l’educatrice-catechista all’interno dell’Azione Cattolica. Al di là del contesto cattolico, ho deciso di buttarmi nel mondo del volontariato modenese; sempre come volontaria, nel maggio 2012 sono andata nelle zone della Bassa modenese per fare intrattenimento con i bambini colpiti dal terremoto. Dopo un tirocinio universitario presso una comunità di minori stranieri non accompagnati, ho continuato come volontaria. Infine, nel 2014 ho deciso di conoscere più da vicino le realtà di cooperazione internazionale, così su consiglio di un’amica ho conosciuto Bambini nel Deserto con cui è stato amore a prima vista. Dopo due anni non mi teneva più nessuno, a maggio 2016 ho deciso che era giunto il momento di partire. L’Africa era nella mia testa, e più che altro nel cuore, dalla quarta elementare quando un gruppo di giovani della mia parrocchia hanno fatto una serata in cui presentavano il loro viaggio africano. Fortunatamente, alla Festa della Cooperazione di giugno 2016, ho conosciuto Anna, corsista interessata a fare un viaggio con BnD. Da lì abbiamo iniziato a progettare il viaggio e siamo partite per un’esperienza di conoscenza e di relazione indimenticabile. Il volontariato mi piace da impazzire perché è uno scambio: io ti dò e tu mi dai – conclude Laura - È costruire relazioni, è uscire da se stessi. È arricchente, nuovo, frizzante, difficile e faticoso. È costruire e discutere. È una cosa talmente piena e ricca che non riesco a dire cosa mi piace, ma so che voglio farlo e viverlo appieno. Cosa insegna? Di tutto. Innanzitutto a vivere, a mettersi nei panni degli altri, a capire che non esistono confini, che la fortuna è un fatto di geografia (come dice la Bandabardò), che il bello e il brutto ci sono ovunque. Insegna a mettersi in gioco e a conoscersi profondamente. Ti insegna ad apprezzare quello che hai, quello che c'è intorno e le persone. E cosa più importante, o semplicemente la cosa che mi ha “squassato” di più: avere una visione positiva e speranzosa del futuro».