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Aimag, rinnovato per sei mesi il patto di sindacato tra i Comuni 

Le opposizioni: «È un’attesa stagnante». Respinta la mozione di Forza Italia che chiedeva la disdetta Il sindaco Alberto Bellelli: «È scorretto modificare le regole durante un procedimento in atto»

Prende il nome di Addendum bis, è stato approvato giovedì sera in Consiglio comunale e, come suggerisce il nome, non è altro che il dilatarsi della proroga dei tempi entro cui i Comuni soci di Aimag potranno eventualmente comunicare se recedere e uscire dal patto di sindacato azionario che li impegna a determinate regole in merito al futuro della società. Tra le ipotesi sul piatto l’incorporazione di Aimag in Hera e l’accordo con la mantovana Tea per un’aggregazione tra le due società.
Se l’Addendum votato lo scorso autunno procrastinava dal 31 ottobre 2016 al 31 marzo 2017 il termine entro cui decidere se recedere o meno, l'Addendum bis sposta l'asticella un po' più avanti, tra sei mesi, ossia al 31 ottobre 2017. Non solo, con la nuova strategia votata in Consiglio comunale si prevede che l’adesione al patto si rinnovi di sei mesi in sei mesi fino al 30 aprile 2019. Una decisione dettata dalle forti evoluzioni in atto nell’ambito della normativa sulle società partecipate, in attesa che la situazione trovi un suo baricentro. A tal proposito, i consiglieri Massimo Barbi e Roberto Benatti (FI) hanno presentato una proposta di mozione tramite la quale si impegnava l'amministrazione a “prendere in mano la situazione facendo finalmente assumere alla politica il ruolo che le compete, mettendo tutti gli attori coinvolti nelle condizioni di assumersi le proprie responsabilità e a inviare, entro il 31 marzo 2017, la disdetta dal patto di sindacato, non accettando ulteriori proroghe”. Una mozione - infine respinta da Pd, Gruppo Misto, M5S e Carpi Futura - che poggiava le proprie basi sulla constatazione che nel corso degli ultimi tre anni, ossia dall’inizio della legislatura, “nessuna novità si è palesata per quel che riguarda Aimag, nonostante gli impegni assunti dal sindaco Bellelli a inizio mandato”.
Concetto, quello di un’attesa stagnante, condiviso da Giorgio Verrini, di Carpi Futura, il quale ha poi rimarcato la richiesta di modifica del regolamento comunale affinché ai consiglieri sia consentito autenticare le firme per il referendum. Di «ostruzionismo imbarazzante» si è parlato, riguardo l'atteggiamento del sindaco Bellelli il quale, dal canto suo, non si è mosso dalle proprie posizioni. «Scorretto modificare le regole mentre c’è un procedimento in atto» ha affermato il primo cittadino. Soluzione ideale per poter «valutare quale sarà il percorso, ancora aperto, da intraprendere e il modello cui
far riferimento» ha aggiunto Marco Reggiani, capogruppo Pd. L’Addendum bis pare una spada di Damocle che impegnerà i Comuni soci non tanto nel prendere decisioni riguardo il futuro di Aimag, «quanto piuttosto riguardo il rimanere o meno all'interno del Patto» ha rimarcato Roberto Benatti, FI.

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