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Confimi: «Salvate l’istituto Corni: servono subito nuove aule e macchinari per gli studenti»

«Salviamo l’istituto industriale Corni». È l’appello che Confimi, associazione di aziende emiliane, in particolar modo legate alla metalmeccanica, rivolgono alla Provincia di Modena per sostenere il...

«Salviamo l’istituto industriale Corni». È l’appello che Confimi, associazione di aziende emiliane, in particolar modo legate alla metalmeccanica, rivolgono alla Provincia di Modena per sostenere il rinnovamento della dotazione di macchinari indispensabili a spiegare il funzionamento con prove pratiche agli studenti.
«L'istituto Corni è una scuola dalla tradizione importantissima, - spiega Confimi - una scuola che risulta indispensabile alle tante aziende della meccatronica modenese e reggia ...

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«Salviamo l’istituto industriale Corni». È l’appello che Confimi, associazione di aziende emiliane, in particolar modo legate alla metalmeccanica, rivolgono alla Provincia di Modena per sostenere il rinnovamento della dotazione di macchinari indispensabili a spiegare il funzionamento con prove pratiche agli studenti.
«L'istituto Corni è una scuola dalla tradizione importantissima, - spiega Confimi - una scuola che risulta indispensabile alle tante aziende della meccatronica modenese e reggiana. Non a caso i periti del Corni trovano facilmente occupazione».
In questi giorni la professoressa Marzia Ballestrazzi, la preside Francesca Giuliani ed il vice preside Mario Noli stanno dialogando con le autorità per cercare di risolvere una situazione di stallo che sta mettendo a dura prova studenti ed insegnanti, mettendo così a repentaglio la preparazione dei meccatronici di domani: «Purtroppo siamo in difficoltà, non abbiamo più la possibilità di fare ore di laboratori - dice la prof. Ballestrazzi - Le macchine utensili che utilizzavamo in laboratorio erano obsolete e senza certificazione, quindi abbiamo deciso di eliminarle per fare posto ad attrezzature più moderne, macchine utili per fare lezione ai nostri meccatronici. Purtroppo, una volta svuotato il laboratorio, prima di iniziare a installare le nuove macchine, dobbiamo attendere la ristrutturazione dei locali, che al momento sono ancora in pessime condizioni». Una situazione che autorità e scuola e dovrebbero risolvere il prima possibile: «Siamo stati ricevuti dal presidente Muzzarelli che ci ha rassicurato» ci dice il vice preside Mario Noli «Oggi la figura del meccatronico è cambiata molto rispetto al passato. I nostri ragazzi non sono più dei meccanici puri, utilizzano svariate tecnologie e hanno bisogno di fare pratica nei nostri laboratori prima di affacciarsi al mondo del lavoro». In questi giorni anche i vertici di Confimi Emilia hanno appoggiato l'appello della scuola, anche perché sia il presidente di Confimi Modena che il presidente di Confimi Emilia sono ex studenti della celebre scuola di metalmeccanica modenese. Ecco le parole di Enrico Malagoli, ex studente e oggi titolare della Malagoli Aldebrando nonché presidente di Confimi Modena: «Oggi il problema principale è la disoccupazione giovanile, non posso accettare una situazione di questo tipo. Le aziende che rappresento sono sempre disponibili nel cercare di aiutare e di assistere una scuola che è estremamente preziosa per tutto il comparto industriale della provincia. Non possiamo lasciarli da soli, non abbandoniamoli». Questa mobilitazione, ieri, ha provocato l’immediato intervento della Provincia. Gian Carlo Muzzarelli ri-annuncia: «La Provincia ha in programma la ristrutturazione e riqualificazione degli impianti della palazzina per ricavare 5 aule e il laboratorio destinato a ospitare le nuove macchine per la meccatronica. Il finanziamento del progetto, pari a 220 mila euro, è già stato deliberato dalla Regione e i lavori partiranno non appena la Provincia avrà a disposizione le risorse. L'istituto Corni rappresenta quindi una priorità». Speriamo ora si agisca.