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Max Martini, da dj a reporter: «Sulla mia consolle ora c’è la realtà» 

Max Martini, da dj a reporter: «Sulla mia consolle ora c’è la realtà» 

Grazie alla compagna l’incontro con la televisione E da trent’anni una vita sempre dentro la notizia

Una foto, una storia: Max Martini da Dj al mondo raccontato con una telecamera A tu per tu con Max Martini noto cameramen modenese. Max nato come dj si è trasformato in cameramen e giorno per giorno racconta in prima linea la cronaca italiana. Nell'intervista racconta come è cambiato il mondo dell’informazione e di conseguenza il suo mestiere: «Una volta lavoravo quasi esclusivamente su Modena e facevo tutto, dal piccolo incidente all’omicidio. Oggi lavoro principalmente per Sky Tg24 e sono sempre in giro per l’Italia, in media faccio 70mila km all’anno. Video di Gino Esposito

CASTELNUOVO. Dalla consolle alla telecamera. Tutte le redazioni conoscono Max Martini, un uomo letteralmente sempre sul pezzo. «Ho sempre dormito con lo scanner nell’orecchio, per sentire cosa succedeva nel mondo, non volevo perdermi neanche un secondo» sorride Max che conserva il nome d’arte del mondo della discoteca, da cui proviene. «Ho cominciato a fare il dj nel 1978, ho fondato Radio Stella con Enzo Persueder nel 1981, anno in cui ho conosciuto Anna Maria Ferrari, la mia compagna, che mi ha fatto scoprire il mondo della televisione». Max racconta come è cambiato il mondo dell’informazione e di conseguenza il suo mestiere: «Una volta lavoravo quasi esclusivamente su Modena e facevo tutto, dal piccolo incidente all’omicidio. Oggi lavoro principalmente per Sky Tg24 e sono sempre in giro per l’Italia, in media faccio 70mila km all’anno.

Ho cominciato con Mediaset, con cui collaboro ancora, e ho lavorato anche per La7 quando era ancora Telemontecarlo». L’avventura televisiva di Max nasce nel 1995 quando con la sua compagna giornalista fonda Mm’s production lanciando il programma “Studio immagine” che fino al 2004 è andato in onda su diverse emittenti raccontando eventi di costume e società. «È cominciato tutto con la fiera del super zampone nel 1992 a Castelnuovo, dove abito; giravamo per fiere, mostre e avvenimenti vari, per anni siamo anche andati a Sanremo a fare interviste e a raccogliere curiosità...». Dal costume alla cronaca, Max parla dell’adrenalina che lo percorre tutte le volte che arriva su una notizia. «So che devo raccontare con le immagini. E quando le faccio cerco sempre di acchiappare la notizia dalla prospettiva visiva più interessante, arrivare per primo sul posto, telefonare durante il tragitto per chiedere cosa sta succedendo: è un’adrenalina continua». Dal maxi tamponamento di 150 mezzi in autostrada a Rolo Reggiolo nel 2001, all’incidente di Alba Parietti alle undici di sera nel 2004 sempre in autostrada, al terremoto del Centro Italia che lo ha visto subito presente. «Da bambino ero un monellaccio, non stavo mai fermo, come oggi - sorride Max - Sono il più giovane di cinque fratelli e mia madre diceva sempre: ho cinque figli e tu sei quello più vivace! I miei figli, invece, sono entrambi meravigliosi: Luca abita a Praga e fa il mio stesso lavoro in giro per il mondo per Mediaset e spesso viene inviato nei posti di guerra, e mia figlia Ylenia lavora all’università. Se non avessi conosciuto Anna Maria chissà cosa avrei combinato - conclude Max, stringendo in mano il suo microfono di Sky Tg24, cromato e personalizzato - In realtà la passione per l’immagine mi ha sempre seguito, da quando da piccolo andavo con mio cugino fotografo in giro per Pavullo, di dove sono originario, a immortalare la vita. Esattamente come faccio oggi».

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