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I musulmani presenti, il rabbino invece no “Ma la visita  è un dono” 

I musulmani presenti, il rabbino invece no “Ma la visita è un dono” 

Goldstein: «Festa in famiglia allargata..., mi sentirei ospite» Shah, portavoce dei pakistani: «Bergoglio è persona santa»

Non passa giorno in cui Papa Francesco non faccia riferimento all’importanza del dialogo interreligioso.
«Dobbiamo incontrare tutti - ha affermato Bergoglio - perché tutti abbiamo in comune l’essere creati a immagine e somiglianza di Dio. Possiamo andare incontro a tutti senza paura e senza rinunciare alla nostra appartenenza».
La visita di Papa Francesco a Carpi e Mirandola rappresenta, pertanto, un “ponte” tra differenti credo. Farà di tutto per essere presente allo storico evento Iqbal Shah, di origini pakistane e presidente della sezione carpigiana dell’associazione Minhaj-Ul-Quran (La Retta Via). «Il nostro fondatore, Shake Ul Islam, si è recato diverse volte in visita in Vaticano, negli anni passati - racconta - Questo perché portiamo grande rispetto nei confronti di tutte le religioni: per noi, sono tutte importanti e chi le combatte in nome dell’Islam, lo fa a torto perché la violenza con l’Islam non ha nulla a che fare. Quanto al Papa, rispettiamo molto anche lui, equivale al nostro Imam. Sarebbe davvero bello poterlo salutare di persona. È una persona molto brava, buona, parla con umanità per l’umanità. È un uomo santo. Domenica, andremo alla cerimonia, uomini e donne insieme: in questi giorni, stiamo cercando di organizzare un incontro».
Non sarà presente, invece, la comunità ebraica modenese, in segno di rispetto. Essa è una delle 21 comunità presenti, attualmente, in Italia. Una comunità vitale, malgrado i molti problemi anche se i primi documenti ufficiali risalgono al 1393. Nel 1861, la comunità contava un migliaio di persone, ridotte a 474 nel 1931 e a 185 nel 1945: a oggi, gli iscritti alla comunità modenese sono una sessantina. A guidarli da quasi 8 anni, il Rabbino Capo di Modena e Reggio Emilia, Beniamino Goldstein, originario di Trieste.
Concluso il ciclo di studi elementare nella scuola ebraica della comunità triestina, Goldstein si trasferisce in Israele con la sua famiglia. In Israele studia presso la scuola Chorev, quindi entra nell’Accademia Rabbinica Kol Torà, istituzione di fama internazionale fondata da ebrei provenienti dalle antiche comunità ebraiche della Germania, dove studierà. Nel 2000 consegue la “Semichà” (investitura rabbinica) e nel 2003 la prestigiosa “Semicha” del Rabbinato Cenrale d’Israele.
Rabbino della Comunità Ebraica di Merano, negli anni è anche docente del Collegio Rabbinico Italiano a Roma. Nel 2009, approda a Modena, provincia che ha ricevuto le visite di diversi Pontefici e che, ora, si appresta ad ospitare Papa Francesco.
«Siamo contenti della sua venuta - afferma Rav Goldstein - è un evento interno alla Chiesa cattolica ed è bello che egli faccia tappa in più città nell’arco della giornata. Questa visita è un avvenimento che, giustamente, riguarda l’ambito interno cattolico, dunque non è prevista
una visita da parte della nostra comunità. E ritengo sia giusto così, poiché è una cosa, per così dire, in famiglia, anche se molto allargata dato che interessa la Diocesi: diversamente, mi sentirei come se mi presentassi a un pranzo di famiglia come ospite esterno», conclude Goldstein.

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