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L’ultimo è stato Benedetto XVI 
LE VISITE PRECEDENTI NEL MODENESE 

L’ultimo è stato Benedetto XVI 

Venne dopo il terremoto 2012. Giovanni Paolo II arrivò nel 1988

L’arrivo oggi di Papa Francesco a Carpi e Mirandola, oltre che eccezionale viste le folle che trascina, permette anche di ricordare la lunga storia che lega le terre del Modenese con il capo della Chiesa romana. Gli ultimi tre Papi hanno portato qui il loro messaggio di persona, anche se per il precedente di un pontefice a Mirandola occorre andare indietro fino a Giulio II. Cinquecento anni fa. L’ultimo papa a visitare i territori modenesi è stato comunque Benedetto XVI, Joseph Ratzinger che visitò le zone terremotate il 26 giugno 2012. Anche in quel caso si trattò di una visita pastorale, con al centro però un fatto luttuoso: la morte sotto le macerie della chiesa di Rovereto, crollata con le scosse del 29 maggio 2012, di don Ivan Martini. Poiché tutti gli ultimi tre successori di Pietro sono stati a Carpi e nel Modenese non si può dimenticare l’arrivo di Giovanni Paolo II che i primi di giugno del 1988 fu anche tra Modena e Fiorano. Il papa polacco disse messa in Sant’Agostino e poi allo stadio Braglia ed ebbe modo di chiamare al telefono Enzo Ferrari che già stava molto male. Giovanni Paolo II, inoltre, visitò la Ferrari a Maranello e percorse alcuni metri su una Rossa sulla pista di Fiorano: al volante un giovane Piero Ferrari. Per ricordare un Papa precedente nel Modenese occorre scendere a 160 anni fa, al 1857 con papa Pio IX che compì un viaggio apostolico nell’allora Delegazione romagnola e arrivò fino a Modena dove restò tre giorni nel luglio di quell’anno. Qui governavano gli Austria d’Este che, siamo al 2 luglio, accolsero la corte papale al ponte di Sant’Ambrogio sotto un imponente arco di trionfo. Pochi anni prima (1799) Pio VI transitò per Modena lungo la via dell’esilio mentre poco dopo stessa sorte toccò al successo Pio VII Chiaramonti. In seguito all’invasione di Roma di Napoleone, appena fuggito dall’Elba, il pontefice iniziò un lungo giro nel nord Italia che lo portò anche sotto la Ghirlandina. Qui entrò trionfalmente, accolto dal duca Francesco IV, il 14 maggio 1815, rimase in città fino al 27 maggio e disse messa in Duomo e a Palazzo Ducale. La storia attesta anche una sorpresa per questo Papa, il giorno che lasciò Modena lungo la via Giardini: all’altezza di Formigine la sua carrozza venne fermata e la popolazione insieme al duca gli fece una grande festa di saluto. Per gli altri pontefici occorre andare molto indietro nel tempo. Appunto a Giulio II della Rovere, Papa “soldato” e grande committente artistico: nel dicembre 1510, nell’ambito della guerra della Lega di Cambrai, combatté proprio a Mirandola per entrare in possesso della Signoria pichiana allora retta da Francesca Trivulzio vedova di Ludovico I Pio. Dopo 32 giorni di combattimenti Giulio II ebbe la meglio ed entro in città. Passano pochi anni, a Giulio II succede Leone X che dopo varie traversie affida nel 1516 allo storico Francesco Guicciardini il governo di Modena. Gli Este, in precedenza scacciati, tornarono solo nel 1527 con Alfonso I. Passano pochi anni, è il 1543 ed Ercole II d’Este marchese di Ferrara e Modena scende a patti con papa Paolo III. Questi visita nel 1543 Modena, Reggio e Ferrara. Alle origini del Duomo di Modena, alla fine del XII secolo, e anche prima, fino all’899, si attestano le più antiche visite dei pontefici. Papa Lucio III nel 1184 a Cittanova parlò di Modena come “Benedetta sia la terra in cui abitate” e consacrò ufficialmente la cattedrale dopo che il suo

precedessore, Papa Pasquale, spostò nella cripta le spoglie di San Geminiano. Ancora più indietro c’è traccia di un incontro papale all’abbazia di Nonantola che fu sede dell’incontro fra papa Marino e l'imperatore Carlo il Grosso, nonché luogo di sepoltura di papa Adriano III.
 

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