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Sant’Egidio, finalmente Due anni di cantiere, ma il simbolo rinascerà 

Sant’Egidio, finalmente Due anni di cantiere, ma il simbolo rinascerà 

Il corteo del Pontefice attraverserà il centro storico alle 15 Don Giancarlo Dallari: «Siamo tutti pronti ad accoglierlo»

CAVEZZO. La visita di Papa Francesco toccherà anche Cavezzo. Nelle ultimi riunioni in Prefettura è stato deciso che il Santo Padre, durante il suo spostamento da Carpi a Mirandola, percorrerà la provinciale Motta e attraverserà Cavezzo, attorno alle 16, passando davanti all’ex Municipio, proseguendo verso San Giacomo per via Santa Liberata. Per ragioni di sicurezza il mercato dovrà essere già finito per le 14. Il passaggio di Papa Francesco non può che riempire di felicità il cuore di don Giancarlo Dallari, un vero decano da queste parti, in quanto è il sacerdote del paese da ben 34 anni. «Siamo tutti pronti ad accoglierlo».
Poi don Giancarlo si concentra sulla sua Cavezzo così duramente colpita dal sisma del 2012, un paese a cui è legatissimo: «Qui ho visto nascere e crescere intere generazioni, conosco tutti», racconta scherzosamente il parroco, mentre passeggiamo tra i luoghi simbolo del paese, molti dei quali portano ancora i segni della ferita indelebile che il terremoto ha inferto a questa piccola comunità della Bassa. Come la chiesa di Sant’Egidio Abate della centrale piazza Don Zucchi. Sull’edificio, fortemente danneggiato in seguito alle scosse del maggio 2012, proprio in questi giorni sono iniziati i lavori di ricostruzione. Finanziati dalla Regione, su progetto dello Studio Associato Comes di Sesto Fiorentino e in accordo con l’Arcidiocesi di Modena e Nonantola, e realizzati dall’impresa Generale di Modena. «La prima scossa del 20 maggio ha provocato il crollo di alcune arcate - ricorda don Giancarlo - la seconda, quella del 29, ha fatto crollare la guglia del campanile sulla chiesa, provocando danni enormi. Come vediamo la chiesa oggi, è come è rimasta da 5 anni a questa parte. Per fortuna pochi giorni fa sono partiti i lavori di ricostruzione. Ma ci vorranno due anni prima che si concludano...». Con la chiesa di Sant’Egidio dichiarata completamente inagibile, come i locali adiacenti della parrocchia, la comunità parrocchiale di Cavezzo si è trasferita nella vicina via Volturno. Dove hanno sede tutt’oggi il centro di comunità e la nuova chiesa provvisoria, costruita ex novo. «Nel 2012, subito dopo il terremoto, sono iniziati i lavori di costruzione di questa chiesa provvisoria - riprende il parroco - su un terreno di proprietà della parrocchia e grazie ai fondi della Caritas. Nell’aprile 2013 l’abbiamo inaugurata e da allora tutte le messe e le celebrazioni le facciamo qui. Ha 150 posti e ci stiamo bene».
Altre due sono però le chiese nelle frazioni di Cavezzo che attendono ancora di essere ricostruite, come puntualizza don Giancarlo: «La chiesa di Motta, dall’inestimabile valore artistico in quanto risalente al XVI secolo, è stata fortemente danneggiata dal sisma. Stiamo attendendo
che inizino i lavori che saranno finanziati per 2 milioni e 500mila euro dalla Regione. Per la chiesa di S. Giovanni Battista di Disvetro, invece, siamo ancora in attesa di un progetto definitivo e che vengano stanziati i fondi necessari per realizzarlo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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