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scuole medie, undicesima coppa ruffini  

Sfida matematica per 20 squadre 

Alla selezione delle “Olimpiadi” prime le Leopardi di Castelnuovo

Quanto pesano i vermicoli di Newt Scamander?
È su questa e altre domande di stampo matematico (e tema Rowling-iano) che sabato mattina venti squadre di ragazzi e ragazze si sono sfidate per dimostrare la propria abilità.
Alla finale dell'undicesima edizione della Coppa Ruffini - l'olimpiade di matematica per le scuole medie - ogni team ha avuto un'ora e mezza per rispondere a venti quesiti, con la pressione aggiunta di vedere la classifica aggiornata in tempo reale. Anche il pubblico l'ha seguita col fiato sospeso: a pochi minuti dalla fine l'ultimo problema rimasto insoluto riceve risposta, strappando un sonoro applauso.
Le prime sette squadre classificate procederanno ora alle semifinali nazionali. Il team delle scuole Leopardi di Castelnuovo Rangone ha concluso la gara in prima posizione, e le professoresse Rinaldi e Gibellini, allenatrici, commentano così tale successo: «Non è merito nostro, è merito dei ragazzi». Le docenti sottolineano appassionatamente quanto formativa sia tale esperienza per i loro alunni: «Non solo devono rispondere ai quesiti in sé, ma hanno da sviluppare una strategia di gioco, sempre collaborando. In questo modo potenziano competenze trasversali, relazionali e di contenuti: ciascuno esplora i propri limiti e scopre le forze dei compagni. Noi offriamo l'opportunità, ma le capacità sono loro. Con ragazzi così si vince facile: non mollano».
Il professor Carlo Benassi, organizzatore, spiega che questa esperienza ha visto negli anni una partecipazione sempre più travolgente e che, anche se il comitato organizzativo è ristretto e l'impegno oneroso, i riconoscimenti ci sono e fanno onore al merito: «L'associazione che cura la finale nazionale chiama sette squadre dalla nostra finale: siamo l'area da cui prendono più partecipanti» illustra, spiegando poi come tale privilegio sia ben motivato «Modena e Reggio sono molto ricettive a questi progetti e, che mi risulti, da quando partecipano, una loro squadra è sempre arrivata sul podio finale». «Dietro a queste gare c'è un immenso sforzo collettivo, sia per preparare i testi, sia per preparare i ragazzi», continua Benassi, concludendo con le ragioni che lo motivano nell'impegno.
«Questo è un piccolo seme lanciato, e spesso germoglia: molti giovani partecipano alle gare anche alle superiori, e poi scelgono iter universitari scientifici. Io collaboro perché apprezzo lo stare con questi ragazzi: sono il meglio della nostra scuola».
Anna Maria Artioli

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