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Formigine, la storia di Damiano, arbitro dei profughi premiato dal vescovo 

Ha solo 12 anni, ha conosciuto Lamin e sono diventati amici: I genitori: «Auguriamo a tutti la fortuna di nostro figlio»

FORMIGINE. A volte basta un pallone. È successo così a Lamin, profugo integrato nella comunità di Formigine, che assieme agli amici si ritrova al pomeriggio a giocare a calcio nel parco vicino casa. Quel pallone finisce per caso tra i piedi di Damiano, appena 12enne ma con le idee piuttosto chiare. Damiano chiede alla mamma di “rompere il ghiaccio”: «Sono andata da questi ragazzi che giocavano e ho chiesto se Damiano poteva stare con loro. Da subito non c’è stato nessun problema». E ne è nata una storia particolare: «Damiano è diventato il loro arbitro di fiducia, lo chiamano tutte le volte che si trovano per una partita, ora senza Damiano non si gioca». Nonostante la differenza di età, Damiano ha subito legato in modo particolare con Lamin, originario del Ghana, che è diventato una sorta di fratello maggiore.

Damiano, a 12 anni è l'arbitro dei profughi di Formigine La storia di Damiano è diventata un esempio per tutti. Damiano, 12 anni, è stato premiato dal Csi, Centro Sportivo Italiano di Modena, e dall'arcivescovo di Modena Erio Castellucci come esempio di amicizia, integrazione e accoglienza. Vuole fare l'arbitro, e lo fa al parco di Formigine coi ragazzi profughi. Sono più grandi di lui, ma senza Damiano non si gioca. Il suo grande amico è diventato Lamin, ghanese di 19 anni: posati i cartellini gialli e rossi, i due sono inseparabili. I genitori Anna e Stefano, subito preoccupati, hanno visto Damiano felice: "Finiti i compiti va a giocare con loro e invita anche i suoi compagni di classe. Sono tutti bravi ragazzi e auguro a tutti i genitori di trovare amici così per i loro figli". Ed ora anche la famiglia di Damiano è la prima ad accogliere Lamin e i suoi amici (video Luigi Esposito). Leggi l'articolo

Una storia di amicizia tra due ragazzi, una storia di accoglienza grazie alla sensibilità non comune di una famiglia modenese, una storia diventata un vero e proprio esempio che il Csi di Modena, Centro Sportivo Italiano e l’arcivescovo Erio Castellucci hanno voluto premiare l’altra sera in occasione dell’assemblea provinciale dell’associazione, dedicata a storie di fair play e volontariato. Quella di Damiano è stata senza dubbio la più toccante: «Damiano fa i compiti - spiega la famiglia - poi esce a giocare con loro. Sappiamo che sono tutti più grandi di lui, ma io vedo mio figlio sereno: sono bravi ragazzi, lo aiutano, fino a quando non rientriamo da lavorare sappiamo che non è mai da solo».

Mamma Anna e papà Stefano hanno avuto qualche dubbio all’inizio: «Certo, ci siamo chiesti se fosse la cosa migliore e chi fossero quei ragazzi. Abbiamo capito che potevamo diventare importanti gli uni per gli altri». Al punto che Damiano ha cominciato ad invitare anche i suoi amici di scuola a giocare con Lamin. Quando Damiano ha compiuto gli anni, alla festa c’erano anche Lamin e i suoi amici e non è mancato il kebab: «Auguriamo a tutti - hanno detto i genitori di Damiano - di avere degli amici così».

Molto colpito anche don Erio: «Nella vita non contano i risultati, ma il cammino. Dobbiamo aprire le porte del nostro cuore per raccontare storie belle come questa. Grazie a tutti gli adulti che si impegnano per questo», ha chiuso il vescovo Castellucci.

Nella serata del Csi Modena è stata premiata anche Erica Bernardoni, figlia di Simona Geri, assessore di Montese recentemente scomparsa. E ancora: Gabriele Chierici, atleta 25enne della Us Taccini, premiato come “campione di fair play”, Alberto Menozzi, donatore Avis della società San Paolo.
Premiati come campioni di fair play anche le squadre protagoniste del torneo itinerante di calcio “Diamo un calcio al razzismo”, che si è svolto la scorsa settimana a Formigine. A rappresentarle: Jeffrey Macharty e Diego Stradi per Pgs Formigine 2006, Emanuele Argelli e Simone Gilioli per As Corlo 2005, Abebe Venturi e Amartey Ransford Amarpie per Magreta Asd 2004, Marco Bertacchini e Mattia Rossi per Audax Casinalbo 2006, Ivan Temzen e Tommaso Battistini per AS Colombaro 2006, Alessandro Beneventi e Simone Gennari per la AS Colombaro Juniores, che ha giocato la partita contro i profughi.
Premiata infine come “campionessa di fair play” per gli eccellenti livelli raggiunti sia in ambito nazionale che regionale la ventenne Laura Lenzini atleta della Vis Academy, volontaria in carcere – oltre che ginnasta – presso la sezione femminile della casa circondariale S.Anna di Modena, grazie alla collaborazione attivata con Csi Modena Volontariato. Discoboli al merito sono stati consegnati alla società Dynamis Manzolino e a Giulio Bertoni.

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