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Cpl, anche Tremonti e D'Alema testimonieranno al processo

Altro slittamento in tribunale a Modena ma sono state ammesse tutte le prove, tra cui le testimonianze dei big della politica

MODENA. Altro slittamento nel processo di giudizio immediato in tribunale a Modena sulle vicende di Cpl concordia legate alla metanizzazione di ischia. Avviato dal gip il 25 novembre 2015, al processo di Modena si contestano reati che vanno dall'associazione a delinquere alla corruzione, dalle false fatturazioni alle dichiarazioni infedeli mirate a costituire fondi neri; la società Cpl si è costituita parte civile contro gli imputati a partire da Roberto Casari, ex presidente del colosso cooperativo di Concordia.

All'udienza di nemmeno un'ora di oggi, ripartendo dall'ultima dello scorso 2 novembre, il tribunale rappresentato dal giudice Barbara Malvasi ha ammesso con la propria ordinanza tutte le prove: in particolare, si trascriveranno le intercettazioni e si inizieranno a sentire i testimoni delle varie parti a partire dalla prossima udienza inserita oggi in calendario, il 17 novembre (a quanto pare a Malvasi, in partenza da Modena, subentrerà un altro giudice).

A giugno 2016 la difesa dell'ex consulente cpl Francesco Simone, scatenando l'ira dei pm, aveva aveva sottoposto ai giudici una lista di 200 testimoni dei quali 30 considerati «irrinunciabili», compresi l'ex premier Massimo D'Alema e l'ex ministro Giulio Tremonti, già citati qua e là attorno

a cpl in questi anni. Ebbene, la lista ora si è ridotta a poco meno di 90 testimoni ed è stata ammessa con riserva, visto anche che il processo su Cpl-Ischia in corso a Napoli proseguirà in udienza il 2 maggio e andrà a sentenza probabilmente in settembre, in ogni caso prima di novembre.

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