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Formigine, polizze finte e ammanchi: due assicuratori a processo 

Lavoravano all’Agenzia di Formigine della Alleanza, in un anno hanno trattenuto i pagamenti oppure incassavano dopo aver fatto firmare contratti mai registrati

FORMIGINE. Riscuotevano premi e stipulavano polizze ma non versavano i soldi alla loro assicurazione. Oppure mandavano i contratti e poi versavano i soldi due mesi dopo ma solo per “rabboccare” altri ammanchi. Due ex “collaboratori” della Alleanza Assicurazione di Modena, ai quali era di fatto affidata l’agenzia di Formigine (A.C., 37enne pugliese, e G.G., 33enne modenese), ieri sono comparsi davanti al giudice per un caso finora rimasto nell’ombra: i due sono imputati di concorso in truffa e appropriazione indebita ai danni di almeno sei clienti.

I due, come ha spiegato il direttore della Alleanza di via Emilia Est a Modena (che gestisce anche Formigine), non erano agenti ma semplici collaboratori. Eppure a loro era stato affidato un portafoglio con clienti anche di vecchia data e un conto per il deposito di assegni e denaro. Nessun controllo sul loro operato: il direttore ha spiegato che ha iniziato a fare verifiche solo dopo che è emersa una posizione a dir poco strana. Siamo nella primavera 2013. Una cliente risulta non aver versato la solita rata. Viene contattata. Spiega di averla versata e mostra la cedola d’assegno e la quietanza. Subito dopo arrivano in ufficio i carabinieri del Nucleo Investigativo di Modena che hanno appena scoperchiato il “vaso di Pandora” della filiale. Il direttore contatta i clienti e scopre tante e variegate posizione anomale a Formigine, a Maranello e a Fiorano. Ci sono vistose discrepanze tra quietanze, versamenti dall’agenzia e posizioni sulle schede dei clienti. C’è chi ha versato 14mila euro per aprire una polizza che non è mai esistita. C’è chi ha pagato 2.400 di premio per la polizza senza che i soldi venissero versati: non risultano infatti sulla sua scheda all’Alleanza. Oppure chi consegna un assegno da 5.095 euro, mai versato e solo dopo coperto con un assegno da 5.500 ma per rabboccare altri ammanchi precedenti e lasciandone uno nuovo da 4.956 euro.

Oppure quei 6mila euro dati da una cliente per una polizza di capitalizzazione mai registrata. E anche un risparmiatore che ha dato un’annualità anticipata per le polizze vita intestate a moglie e figlio e che invece secondo Alleanza non aveva mai versato niente.
Tutte queste vicende sono state seguite, oltre che dalla denuncia di scomparsa di A.C. per una polizza mia registrata, anche da misteriosi assegni circolari che apparivano improvvisamente per coprire ammanchi.
Le indagini dei carabinieri e quelle interne condotte dal direttore di Modena sono arrivate a conclusioni analoghe. In sostanza, il denaro che spariva ricompariva sotto forma diversa due mesi dopo e a volte anche dopo. Ma, anche se aveva lo stesso importo, non serviva a coprire la posizione che corrispondeva alla somma mancante bensì era per altre precedenti. Tutto questo aumentava il caos contabile. Le indagini già in corso hanno poi spinto il padre dell’imputato modenese a consegnare direttamente una somma consistente per coprire il suo buco. Che per l’altro assicuratore ammonta a 26mila euro. L’Alleanza

Assicurazioni (oggi parte civile al processo), in favore dei clienti ha tappato le falle là dove c’erano pezze d’appoggio a dimostrare i soldi spariti. A.C. è stato licenziato per giusta causa dopo un breve periodo all’Agenzia Modena 3 di Rubiera, mentre C.C. ha sporto denuncia collaborando.

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