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Modena. Duomo, rischio furti: un solo ingresso 

Sagrestano minacciato con siringa, ladro con coltello per rubare le offerte. Il parroco: «Situazione difficile da gestire»

MODENA. «Non possiamo far finta di niente». Don Orfeo Cavallini spiega le misure di sicurezza adottate da un paio di giorni in duomo. All’ingresso ora campeggia un cartello che annuncia: «Per problemi di pubblica sicurezza l’accesso in cattedrale potrà essere limitato». Vale a dire d’ora in poi ci potrà essere una sorta di “filtro” all’ingresso. Una decisione accompagnata dalla decisione di tenere aperto una sola porta.
Tutto è dovuto a due episodi accaduti in rapida sequenza. A Pasquetta la messa delle 18 è stata interrotta dal parapiglia nato mentre un sagrestano sventava il furto di una borsa in chiesa. Accompagnato fuori, l’incursore ha poi minacciato l’uomo con una siringa, dandosela a gambe prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.


Il bis martedì pomeriggio, quando un individuo è entrato in cattedrale con un coltello. Il suo progetto di rubare le offerte è stato vanificato da un altro sagrestano, il quale ha chiamato di nuovo gli agenti per avere rinforzi. «Ho fatto presente alle forze dell’ordine gli ultimi avvenimenti - illustra il parroco - vale a dire l’ennesimo tentativo di furto e anche le minacce in cattedrale. Mi hanno risposto che si riservano di parlarne con i loro capi. Non possiamo far finta di niente e dobbiamo prendere in considerazione la sicurezza. Per il momento, apriremo un’unica porta. In tal modo, il personale riesce a lavorare e gestire meglio la situazione». I tre sagrestani compiono il loro servizio divisi per turni. Non sono tenuti a svolgere il ruolo di guardie, ma soltanto a mantenere silenzio e decoro in un luogo di culto. «Mi voleva pugnalare», riconosce Yaeo George, il sagrestano intervenuto lunedì dopo il tentato furto, ai microfoni di Trc. «Per fortuna la polizia mi ha dato una mano - riprende Ardian Kodra, il secondo sagrestano, alla tv - qui le persone a volte mi minacciano».
Don Orfeo non vede un legame tra i due misfatti e il recente danneggiamento della statua della Maestà a Portile. «Sono persone in cerca di soldi - risponde - e il più delle volte sono drogati. Non leggo i fatti in una chiave antireligiosa. Nel giorno di Pasquetta c’è stato un grande afflusso di persone e loro vanno dove ci sono tante persone». Don Orfeo usa il termine “persone” e non “fedeli” in quanto il duomo è visitato quotidianamente da centinaia di turisti. Sa che le misure di sicurezza potranno avere conseguenze, ma non si può derogare. «L’accesso limitato implica la possibilità di una verifica sulle persone che entrano - aggiunge il parroco - e mi riferisco anche ai gruppi di turisti. Dobbiamo fare in modo che la cattedrale non sia stipata, avendo un’unica possibilità di uscita. Spero che a breve si risolva tutto». Oggi è giovedì, tra tre giorni sarà domenica e si concentrerà il maggior numero di funzioni religiose. «Speriamo di risolvere tutto prima», conclude. (g.f.)

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