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Carpi. «Mi ha detto “Ti amo” poco prima di morire» 

Antonella Cicatiello e le ultime parole del marito, finito fuori strada in scooter «Lui era molto buono, altruista, io e lui condividevamo tutto da 15 anni»

CARPI. «Ricordati che ti amo: mi ha detto queste parole prima di uscire per l’ultima volta di casa mio marito, Maurizio. Me le ripeteva sempre prima di andare al lavoro: eravamo innamorati da anni. Lui era la mia vita». È distrutta dal dolore, comprensibilmente, Antonella Cicatiello, moglie di Maurizio Orefice, il 41enne morto in un fossato a Fosdondo di Correggio, mentre, in sella al suo scooter, stava raggiungendo la Mendicino Trasporti di Mancasale, sempre nel Reggiano. Maurizio, che in precedenza aveva lavorato alla carpigiana Italcarni, avrebbe dovuto incontrare un collega camionista per fare una consegna a Verona, ma non è mai arrivato al luogo dell’appuntamento.

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«Per una terribile disgrazia - continua la moglie, Antonella, nella casa che condivideva con Maurizio, in via Magazzeno a Carpi, dopo il trasloco, nei mesi scorsi dall’abitazione di via Meschiari e Saetti - mio marito è andato a sbattere contro quel maledetto pilastro di cemento nel fossato di Fosdondo. Lui amava viaggiare in sella al suo scooter. Era un appassionato di motori e due ruote».

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Maurizio era di fede evangelica, così come lo è la moglie Antonella. «Io e mio marito ci eravamo conosciuti in una chiesa evangelica a Frattamaggiore, Napoli - prosegue Antonella - Lui era una persona molto buona, amava tutti e aveva fede. Mio marito aveva abbracciato la fede evangelica nel 1997. Io e la mia famiglia, invece, da molto più tempo. Io frequento la chiesa di Carpi. Ci siamo trasferiti al nord nel 2007, dieci anni fa, e siamo venuti ad abitare subito a Carpi».

Antonella fa la casalinga: una scelta condivisa da entrambi i coniugi. È originaria di Frattamaggiore, mentre Maurizio Orefice era di Grumo Nevano. Insieme alla vedova ci sono i parenti, tra i quali il fratello di Antonella, Rocco Cicatiello. Tutti stanno cercando di portare conforto nel più terribile dei momenti: quello del lutto.
«Frequentiamo la chiesa evangelica di Carpi e di certo la fede mi aiuterà ad andare avanti - ribadisce Antonella - Anche in questo momento, che di certo è uno dei più bui che abbia mai attraversato».
Sul corpo del 41enne è stata disposta l’autopsia anche se, stando alle prime indagini dei carabinieri di Correggio, intervenuti sul posto per i rilievi dopo l’incidente, non ci sarebbe traccia di un impatto tra lo scooter su cui viaggiava Orefice e un altro mezzo. L’uomo è stato ritrovato circa sette ore dopo lo schianto nel fossato da Leandro Bellelli, residente nell’abitazione al civico 96 di via Fosdondo, esattamente di fronte al luogo dell’incidente. Immediato è scattato l’allarme alle forze dell’ordine e al 118 che ha constatato il decesso.

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