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Modena, Seta e orari sbagliati, c’è la supermulta 

L'azienda dei trasporti pubblici non comunicò alle fermate le corse ridotte per Pasqua, 150 mila euro di sanzioni? Ora chi paga?

MODENA. «A Seta chi paga i 150 mila euro di multa per la mancanza di cartellini alle fermate dell’autobus in occasione degli orari ridotti delle vacanze pasquali degli studenti?»
Era questa la domanda che rimbalzava ieri sui siti le chat dei dipendenti di Seta che aspettavano al varco i superdirigenti. Sul banco degli imputati, se così vogliamo dire, il Direttore d’Esercizio, il reggiano Carlo Illari. A lui viene attribuita la responsabilità di non aver voluto informare i modenesi che hanno aspettato sino a un’ora alle fermate il passaggio dei mezzi senza sapere che gli orari segnati nelle tabelle non erano più validi. Un risparmio che è diventato un boomerang soprattutto dopo che è venuto fuori il fatto che gli stessi sindacati, in tempi non sospetti, avevano chiesto di non ripetee il blackout informativo dello scorso anno e si erano sentiti rispondere che un comunicato stampa bastava per tutti.

«Vorrei capire - commenta Giuseppe Rendace della Faisa Cisal - che cosa succederà in azienda. Primo: ci sarà un responsabile di questa scelta di non attaccare i cartelli informativi alle paline delle fermate? A me risulta che questi compiti, da sempre, siano stati gestiti dal direttore d’esercizio. Quanto alle cifre che stanno circolando in queste ore siamo tutti curiosi di sapere come verranno calcolate le multe da parte dell’Agenzia per la Mobilità di Modena. Se non sbaglio il contratto di servizio prevede multe di 500 euro per ogni fermata sprovvista di cartello. Le fermate sono 300: chi paga?»


Il segretario dell’Ugl, punta il dito invece contro il “comportamento antisindacale” del presidente Bulgarelli e del direttore Badalotti. «Stanno colpendo con sanzioni folli - dice - autisti che in vent’anni non hanno mai avuto neppure un’ora di multa. Ora che appena

c’è una protesta sparano 15 giorni di sospensione per l’uso dell’auricolare al telefono, consentito dal codice. Allo stesso tempo siamo obbligati a usare il radiotelefono di bordo, vietato dal codice della strada. Attaccano chi protesta, ci vedremo in tribunale».
Saverio Cioce

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