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Carpi, i vandali del Meucci: "Lo abbiamo fatto per noia"

Sono a disposizione del tribunale dei minori di Bologna. Individuati grazie alle telecamere di videosorveglianza

Il "film" dei vandali di Carpi: "Lo abbiamo fatto per noia" "Sì siamo stati noi... perchè? Non sapevamo cosa fare" Sarebbe la noia la molla che ha spinto i tre minorenni di Carpi a rubare dei mezzi Seta dal deposito e a scorrazzare compiendo manovre pericolose in città, arrivando infine a schiantarsi contro cancelli e porte dell'Istituto Meucci di Carpi. "Non c'erano motivi di acredine contro l'istituto o i professori", spiega il capitano della Compagnia di Carpi, Alessandro Iacovelli, mentre Giovanni Balboni, comandante provinciale dei carabinieri di Modena, parla di "un film agghiacciante". Prima di schiantarsi contro la scuola, i bus - come dimostrano le immagini delle telecamere - sono stati utilizzati per una vera e propria gara ad alta velocit lungo 30 chilometri, sempre a Carpi, con cartelli stradali abbattuti e semafori rossi 'bruciati'. I loro genitori si dicono sconvolti e molto dispiaciuti per quanto successo. le immagini e le parole dei carabinieri. Video di Gino Esposito la cronaca

CARPI. Tre ragazzi, con età compresa tra i 16 e i 17 anni, due dei quali frequentano l’istituto Meucci, tutti residenti a Carpi. Sono stati arrestati sabato i tre autori del gravissimo raid vandalico iniziato con il furto di cinque pullman della linea cittadina “Arianna” alla stazione delle corriere di via Peruzzi intorno alle 4.30 di venerdì mattina.

Carpi: ecco le scorribande dei minori-vandali in bus da Seta alla scuola Meucci Ecco il video che documenta, attraverso le riprese delle telecamere di sorveglianza e quelle dei telefonini dei tre minori arrestati, la loro notte di socrribande tra l'Istituto Meucci di Carpi, il deposito seta dove avevano prelevato i bus con cui hanno girato per la città

Si tratta di giovani di nazionalità italiana, immigrati di seconda generazione, i loro genitori vengono dalla Tunisia e dalla Repubblica Centrafricana,  due sono proprio studenti del Meucci, mentre il terzo frequenta il 'Vallauri', altro istituto carpigano. In base alle indagini condotte dai militari, i minorenni, ora in stato di fermo (le accuse sono furto aggravato e continuato, danneggiamento, guida senza patente e interruzione di pubblico servizio) avrebbero agito "per noia", stando a quanto da loro stessi riferito.

Autobus contro scuola: la rabbia di Carpi C'è tanta rabbia mista a delusione tra i docenti dell'istituto Meucci di Carpi dopo l'atto vandalico di questa mattina. Ma c'è anche il pugno duro carabinieri che hanno avviato le indagini per cercare di risalire ai colpevoli. Video di Gino Esposito. LA CRONACA

I tre hanno poi assaltato con due mezzi l’istituto Meucci provocando quasi mezzo milione di euro di danni. Altri due autobus sono stati usati come autoscontri nel piazzale della stazione, mentre la quinta corriera è stata abbandonata in via Tre Ponti. I carabinieri sono riusciti a individuare i tre minorenni, italiani, dopo indagini a pieno ritmo durate meno di 48 ore. I colpevoli sono stati sottoposti al provvedimento di fermo, disposto dalla Procura dei Minori di Bologna. Stamattina la pm Silvia Marzocchi, Capo della procura dei minori di Bologna, chiederà la convalida del fermo al Gip, che avrà 48 ore di tempo per decidere. Al momento non risulterebbe che i colpevoli fossero ubriachi o sotto l’effetto degli stupefacenti.

Rubano i bus e li lanciano contro la scuola Meucci a Carpi Devastante irruzione notturna nel deposito Seta di via Peruzzi dove una banda ha rubato cinque bus: due sono stati usati come autoscontri nel piazzale, un terzo è stato abbandonato in strada e gli altri due sono invece stati lanciati contro la scuola Meucci. L'ingresso dell'istituto è inagibile, le lezioni sono state ovviamente sospese mentre i carabinieri hanno avviato le indagini per individuare il gruppo. Sono due le ipotesi investigative: un'azione di qualche studente oppure un raid legato alla durissima vertenza Seta. Leggi l'articolo

Confermato dalle indagini,, il danno pari a quasi mezzo milione: 70mila euro a scuola e oltre 400mila alle corriere. I tre sono arrivati nella tarda serata di sabato al centro di prima accoglienza di Bologna, il carcere minorile Pratello, dove si trovano rinchiusi tuttora in attesa della convalida del fermo. Dal punto di vista investigativo, i carabinieri si sono avvalsi di elementi decisivi tra cui le tracce del Dna che gli autori del gesto vandalico hanno lasciato sui mezzi. Anche se i tre non sono rimasti feriti durante il raid, hanno infatti lasciato gocce di sudore sul volante delle corriere e capelli sparsi dentro e nei pressi dei mezzi.

Elementi recuperati tramite una certosina attività d’indagine. Fondamentali, inoltre, le conversazioni sui social network maggiormente in voga tra gli adolescenti: Facebook e Ask in primis. Sono state seguite in modo certosino le chat frequentate dai giovani su cui si vantavano dell’assalto, che non è rivolto alla scuola, non è una vendetta tra bande, ma va rubricato come una notte “da leoni”.

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 I carabinieri sono arrivati a loro grazie, prevalentemente, a tre piste: nell'audio dei video registrati dal sistema di sorveglianza dei bus si sentono due dei loro nomi, nelle chat dei social network i tre hanno fatto riferimento a quanto accaduto, infine i test eseguiti su capelli e sudore rinvenuti sui bus confermano, attraverso il dna, che erano loro alla guida dei mezzi. Non mancano i vestiti utilizzati nel raid e rinvenuti nelle abitazioni oltre ai video registrati quella notte con i telefonini.

"Non c'erano motivi di acredine contro l'istituto o i professori", spiega il capitano della Compagnia di Carpi, Alessandro Iacovelli, mentre Giovanni Balboni, comandante provinciale dei carabinieri di Modena, parla di "un film agghiacciante". Prima di schiantarsi contro la scuola, i bus - come dimostrano le immagini delle telecamere - sono stati utilizzati per una vera e propria gara ad alta velocità lungo 30 chilometri, sempre a Carpi, con cartelli stradali abbattuti e semafori rossi 'bruciati'. I loro genitori si dicono sconvolti e molto dispiaciuti per quanto successo. L'indagine è coordinata dalla procura dei minori del tribunale di Bologna.

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