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I Green Days di Christian Cornia: A 4 anni Goldrake in tivù E fu l’ispirazione della vita 

Sempre a quell’età cominciai a giocare coi Lego e a sfogliare Topolino Insomma avevo già deciso che da grande sarei diventato un fumettaro

MODENA. «Sono nato a Modena l'8 settembre 1975 e sono figlio unico - racconta Christian Cornia, illustratore e insegnante alla Scuola Internazionale di Comics, “papà” con Giorgio Salati (anche) di Brina, la gatta avventurosa appena arrivata in libreria con una nuova storia a fumetti tutta da gustare, pubblicata da Tunué nella collana Tipitondi - e ho vissuto i primi anni in un piccolo appartamento a Castelnuovo Rangone. I miei genitori lavoravano entrambi, mia madre in casa, mentre mio padre ...

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MODENA. «Sono nato a Modena l'8 settembre 1975 e sono figlio unico - racconta Christian Cornia, illustratore e insegnante alla Scuola Internazionale di Comics, “papà” con Giorgio Salati (anche) di Brina, la gatta avventurosa appena arrivata in libreria con una nuova storia a fumetti tutta da gustare, pubblicata da Tunué nella collana Tipitondi - e ho vissuto i primi anni in un piccolo appartamento a Castelnuovo Rangone. I miei genitori lavoravano entrambi, mia madre in casa, mentre mio padre lì vicino e del suo posto di lavoro ricordo ancora il frigo pieno di bibite gassate, tra cui la cedrata, di cui vado ancora matto. Poi c’erano i nonni paterni che invece vivevano, al tempo, in una fattoria con un terribile tacchino che mi inseguiva ogni volta ed era più grande di me. Il ricordo più vivido della mia prima casa? Quando vidi per la prima volta Goldrake sulla nostra televisione in bianco e nero. Fu amore a prima vista».


In Italia il 1975 è l’anno in cui si discute sull’abbassamento della maggiore età da 21 a 18 anni, sul servizio di leva che passa dai 24 ai 12 mesi, sulla legge 151/75 che riforma il diritto di famiglia e introduce la comunione dei beni eliminando, tra le altre cose, la dote e la distinzione tra figli legittimi e naturali, ed esce anche il primo numero di Lanciostory; in Inghilterra Margaret Thatcher diventa leader del partito conservatore, Bill Gates negli Usa fonda la Microsoft Corporation e la Ferrari vince il Gran Premio di Montecarlo con Niky Lauda al volante della 312T.


«Quando avevo 4 anni ci siamo trasferiti a Savignano sul Panaro - dice Cornia - ed è lì che ho frequentato l'asilo. Non volevo mai dormire così passavo i pomeriggi a occhi aperti al buio ad aspettare la fine del pisolino per ricominciare a giocare e ricordo benissimo anche le mie prime litigate con gli spinaci e il fegato. Vivevamo vicino ai nonni materni e i miei lavoravano insieme nel loro nuovo laboratorio di confezioni di maglieria sotto casa, quindi io passavo spesso i pomeriggi a casa dei nonni. Non so se al nonno facesse piacere, brontolava sempre, tanto che Nonno Brontolone era proprio il nomigliolo che gli avevamo dato io e mio cugino. Cominciai anche a giocare coi Lego e a sfogliare Topolino: leggeva la mamma ma io già in quel periodo avevo deciso che da grande sarei diventato un “fumettaro”. E avevo 4 anni! Poi arrivarono le elementari e tutti i bambini sognavano di diventare pompieri o piloti di formula 1, così anch’io decisi che volevo diventare un pompiere come Grisù. La cosa divertente è che forse sono l'unico bambino della mia classe dell'asilo a essere in realtà diventato quello che sognava prima di essere… condizionato».


«Ero indipendente ma tranquillo, rispettavo le regole e non davo molti pensieri - spiega - tanto che i miei mi lasciavano andare a scuola da solo. C’era una sola maestra a quel tempo e diventava quasi una seconda mamma. Ci si divertiva, abbiamo fatto anche i biscotti in classe. Restava quella mia passione per il disegno e ricordo ancora con orgoglio quando un mio disegno venne mostrato al direttore, insieme a quello realizzato da Daria, una mia compagna che divenne la mia rivale artistica».
«Nel periodo delle medie in classe invece ero un irriducibile chiacchierone e venivo spesso ripreso. Abitavamo, allora, in una casa più grande ma fuori dal centro. I pomeriggi continuavo a passarli nella via dove era cresciuto e a inventare giochi e storie con mio cugino: arrivammo anche a pensare a un film dei Lego a passo uno da girare con la super8 di mio padre. Che peccato non averlo fatto. Poi andai al liceo scientifico, pensando di voler diventare veterinario. A un certo punto però decisi di fare dietro front e riprendere in mano il sogno di un bambino di 4 anni ed eccomi qui, a illustrare e scrivere storie a fumetti».
Monica Tappa