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Udi Modena attacca il Comune «Miss Mondo in piazza Roma: così umiliate le donne» 

L’Udi incredula per il patrocinio del Comune all’evento del 14 in piazza Roma

MODENA. «Non ne sentivamo la mancanza...» È questo il titolo del comunicato attraverso il quale l’Udi, Unione donne italiane di Modena, esterna il proprio sconcerto per l’organizzazione da parte di Modenamoremio di una selezione del concorso di bellezza “Miss Mondo” in piazza Roma in programma la sera del 14 maggio. Sconcerto che si tramuta in delusione nell’apprendere che tale evento può vantare il Patrocinio del Comune di Modena.
«Che cosa l'Udi pensa dei concorsi di bellezza non è un mistero, - tuona il coordinamento modenese Udi - lo abbiamo esternato molte volte: si tratta di promozione, al massimo grado, di stereotipi sessisti, gli stessi che contrastiamo in ogni modo, anche insieme con le istituzioni. Al di là delle affermazioni di comodo, si tratta di eventi che promuovono il successo a partire dalla bellezza e dalla giovinezza dei corpi. Ultimamente non è neppure più solo una questione di successo, ma viene presentato sempre più spesso come un'occasione di "lavoro", promozione di sè, scomodando persino il concetto di libertà».
E la dura nota prosegue mettendo in fila quelle inizaitive messe in campo in questi anni sui temi della tutela e vengono evidenziate come: «Modena è una città che, facendo propria la Campagna dell'UDI "Immagini amiche" ha messo al bando, almeno sulla carta, la rappresentazione sessista delle donne in pubblicità, spesso concepite come oggetti sessuali; l'amministrazione cittadina, con progetti lavora con le associazioni femminili e dunque anche con UDI, contro la violenza contro le donne, andando nelle scuole, facendo formazione proprio per decostruire gli stereotipi culturali che alimentano tale violenza».
Ci stupisce che nel 2017, a tre anni dalla entrata in vigore della Convenzione di Istanbul, in cui si evince che la violenza di genere può realizzarsi anche attraverso forme simboliche, si accetti come innocua l'idea che le donne siano, bene o male, esemplari da esposizione e che, facendo affidamento sulla propria aderenza ai canoni estetici vigenti, possano trovare lavoro magari nel mondo del cinema o della televisione. Ci chiediamo perché le donne debbano subire l'umiliazione di mettere da parte le proprie competenze, pur continuamente ribadite, per scommettere, invece, su giovinezza e bellezza, qualità certamente meno durevoli della credibilità professionale che ci si guadagna in anni di studio ed esperienza, anche nel mondo del cinema e dello spettacolo». Detto questo Udi immagina

quanto l’evento possa far piacere a sponsor, commercianti e albergatori: «Rimane la delusione di constatare come sia difficile crederci davvero nella necessità di cambiare la cultura attorno a noi. In definitiva: della tappa di Miss Mondo patrocinata dal Comune, ne avremmo fatto a meno».

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