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Allarme sui detersivi e la sedia con airbag: alle Mattarella di Modena nasce “Officine 4M” 

Alle medie “Mattarella” uno spazio creativo sull’innovazione La prof. Abbati: «Grande fiducia nelle idee dei ragazzi»

Officine 4M, dove le quattro M stanno per Meccaniche Mattarella MakeitModena, è un laboratorio aperto alla città dove imparare a conoscere il mondo digitale e le straordinarie opportunità che esso ci offre: stampa 3D, programmazione, robotica, applicazioni, arduino e video.
Ha sede presso le Scuole Mattarella ed è aperto a studenti, studentesse, insegnanti e genitori, con il supporto tecnico della della palestra digitale MakeitModena. Il progetto, infatti, nasce dalla collaborazione tra l'Ist ...

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Officine 4M, dove le quattro M stanno per Meccaniche Mattarella MakeitModena, è un laboratorio aperto alla città dove imparare a conoscere il mondo digitale e le straordinarie opportunità che esso ci offre: stampa 3D, programmazione, robotica, applicazioni, arduino e video.
Ha sede presso le Scuole Mattarella ed è aperto a studenti, studentesse, insegnanti e genitori, con il supporto tecnico della della palestra digitale MakeitModena. Il progetto, infatti, nasce dalla collaborazione tra l'Istituto Comprensivo 3 e il Comune di Modena. Le medie “Mattarella” continuano così l’esperienza di scuola innovativa voluta dal dirigente Daniele Barca. La direzione del laboratorio è affidata alla professoressa di tecnologia Maria Beatrice Abbati, dotata di grande inventiva e con una formazione anche da architetto, impegnata giorno e notte a rendere questo ambiente creativo una vera e propria chicca nel panorama scolastico modenese.
Cosa rappresenta l’apertura di questo laboratorio per le scuole Mattarella?
«Le Officine 4M rappresentano una opportunità oltreché per la nostra comunità educativa anche per le scuole modenesi, le famiglie e la cittadinanza che potrà utilizzare strumenti di modellazione 3D e microrobotica educativa semplicemente compilando un modulo di richiesta. Questo significa poter recuperare quel processo di ideazione, progettazione e realizzazione fondamentale in contesto creativo ed educativo. In questo spazio si potrà “andare a bottega” con le strumentazioni del terzo millennio».
Lei è la responsabile: ha dovuto studiare?
«Certamente. Ho frequentato corsi di formazione specifica in veste di Animatore Digitale. Inoltre un decennio abbondate impiegato a occuparmi di digitale nella scuola mi ha aiutata a connettere l'aspetto educativo con le stupende risorse tecnologiche attualmente a disposizione».
Come ha preso la notizia dell’apertura di questo laboratorio?
«Molto bene, è un progetto nel quale credo profondamente che si è potuto concretizzare in tempi brevi grazie alla collaborazione con la Smart City del Comune di Modena e con aziende come CampuStore e Gavioli s.r.l. che ha fornito le strumentazioni. La condivisione in rete di queste risorse mi rende particolarmente orgogliosa».
Cosa significa per un ragazzo delle scuole medie toccare con mano queste tecnologie?
«Significa mettere in atto la propria creatività, passare da utente passivo delle tecnologie a ideatore di prototipi e applicativi che risolvano situazioni problematiche».
Quanto c’è di suo nell’ideazione del laboratorio tra percorsi e proposte?
«Devo riconoscere che la collaborazione con il preside Barca mi ha aiutata a concretizzare quell’idea di spazio multiforme e trasformista che lascia spazio alle splendide individualità degli studenti, attività operative di robotica coadiuvate da grafica 3D per realizzare un progetto comune di gruppo classe, di classi parallele e di istituto e, in futuro, di rete».
Materialmente i ragazzi cosa potranno realizzare?
«Gli studenti che ho incontrato oggi (ieri, ndr), ad esempio, sono impegnati a realizzare un pensile per i detersivi con sensore di luce e allarme a prova di bambino piccolo e curioso, un veicolo che aiuti i neopatentati nella guida controllandone la velocità in situazioni di pericolo, una sedia con airbag che si aprono in caso di caduta di un anziano o un bambino. Sono progetti che lasciano correre la loro fantasia e trovano realizzazione grazie al tinkering, alla robotica e a una grande fiducia nei nelle loro inimmaginabili idee».