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Turismo, serve un vero piano di rilancio 

Pavullo. Nel convegno esposti i numeri da record (+62%) del versante bolognese: «Il segreto? La regia dell’Unione»

PAVULLO. Cultura e turismo possono essere il volano economico dell’Appennino. Ma per avviare seri progetti di sviluppo i Comuni devono fare sistema, perché con l’idea del “facciamo da soli” non si prendono treni che altrove in poco tempo hanno portato a risultati eccezionali. Questo il messaggio al centro del summit regionale sulle politiche culturali per il territorio montano che ieri al Mac Mazzieri di Pavullo ha riunito una platea istituzionale d’eccellenza. Presenti, tra gli altri, Ilenia Malavasi e Roberto Giovanardi (presidente e direttore Ater), Claudio Longhi (direttore Ert), Liviana Zanetti (presidente regionale Apt), Antonio Gioiellieri (dirigente Anci ER) e l’assessore regionale Massimo Mezzetti. In apertura il sindaco Luciano Biolchini ha sottolineato che «Pavullo ha sempre avuto un ruolo centrale nel Frignano, distinguendosi per il suo fermento culturale» e che bisogna guardare a grandi obiettivi con partnership pubblico-privato in questo settore chiave. «La cultura è l’unica droga che crea indipendenza» ha rilanciato il presidente dell’Unione Leandro Bonucchi, e la consigliera Stefania Cargioli (Pd) ha ricordato quanto la realizzazione nel 2001 del nuovo cinema-teatro e l’affidamento ad Ert abbia rilanciato tutta la zona attorno grazie a 300 sere all’anno di attività. Importante poi anche la scelta di trasferire l’assessorato alla cultura a Palazzo Ducale, «struttura in cui – ha rimarcato Paolo Donini – con un bilancio irrisorio si sono realizzati progetti che ci hanno distinto nel panorama». Bene tutto questo, ma per le sfide del futuro e soprattutto per attrarre il turismo estero bisogna fare di più. Soprattutto ci vuole una regia sovracomunale, da affidare magari all’Unione. Facendo così, sul fronte bolognese si sono raggiunti risultati incredibili: «Un +62% di arrivi e partenze nel solo 2016» ha sottolineato Marco Tamarri, coordinatore dei settori Cultura e Turismo dell’Unione dell’Appennino bolognese. A questo si è arrivati dopo aver portato Cultura, Politiche giovanili, Sport e Turismo in capo all’ente, con bilancio, dirigente e programmazione unici, a cui poi i vari amministratori danno indirizzi. Così si è potuto dare vita alla rassegna “Crinali” con 280 spettacoli lungo tutto l’anno legati a itinerari nei luoghi. E si è rilanciata Rocchetta Mattei (Grizzana Morandi) al punto da vendere 140mila biglietti, raccogliendo (a 10 euro l’uno) cifre importanti da reinvestire. Nell’Appennino romagnolo si è arrivati anche a un +80%. Di qui la necessità di uno scatto anche da noi: «Io sento dire sempre che la Riviera, con 110 km di costa, attrae molte più risorse dei 500 km di Appennino – ha detto Liviana Zanetti di Apt – ma la Riviera vende
pacchetti in Italia, Europa e nel mondo. Alle fiere, la Riviera c’è sempre, l’Appennino no. Ed è chiaro, perché qui mancano i club di prodotto». Che sono iniziative private, certo, ma necessitano di 300 posti letto garantiti sul territorio. Assicurabili solo se i Comuni ragionano insieme.

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