Quotidiani locali

Carpi. Severi: «Dalla Gambro ai fornelli» 

Il consigliere comunale lascia il ruolo di ingegnere alla multinazionale e apre il ristorante “Leonida”

CARPI. “A tavola perdonerei chiunque. Anche i miei parenti”. Così la pensava Oscar Wilde e, si sa, seduti di fronte a un piatto di cibo, nella storia sono accadute le meglio e le peggio cose. Anche di dare un taglio drastico alla propria vita. Anche per questo Luca Severi, ingegnere elettronico e consigliere comunale nelle fila del Movimento 5 Stelle, ha deciso, dopo anni trascorsi alla Gambro Baxter, di dare una svolta alla propria professione e, dallo scorso marzo, di aprire a San Marino “La Bottega da Leonida”.
Non si tratta di un semplice negozio di alimentari - anche se da questo concetto è partito e, qui, ad affollare scaffali e bancone sono prodotti freschi, di alta qualità, biologici e artigianali - ma un luogo di ritrovo per mangiare in compagnia e, perché no, ammirare di volta in volta gli scatti di qualche fotografo in erba o ascoltare la presentazione di un buon libro. Ma chi è, innanzitutto, Leonida? «Il mio nonno paterno - spiega Luca - ma anche il mio secondo nome». Ed è davvero un affare di famiglia: il padre di Luca, Franco, e la madre lo aiutano quotidianamente nel suo nuovo lavoro, o meglio nella sua passione, quella per la cucina.
«Amo darmi da fare ai fornelli fin da quando avevo 13 anni - aggiunge Severi - e facevo il cuoco per i miei compagni scout. Poi, quando i miei andavano in vacanza, invitavo gli amici a casa e... aprivo l’osteria da Leonida, come dicevano loro».
Poi Luca si diploma, si iscrive a ingegneria e inizia la sua “prima” vita.
«Forse è stato un bene - afferma - nel senso che, se avessi fatto la scuola alberghiera, probabilmente a 25 anni mi sarei rotto le scatole: l’approccio del ristorante tradizionale non è il mio, io non metto a tavola 50 persone. Per me il pasto rappresenta un momento di condivisione, di famiglia, quindi ospito al massimo una quindicina di persone, con un approccio amicale creando occasioni di ritrovo informali. San Marino, poi, si rivela a misura d'uomo e le volevo rendere un servizio a 360 gradi, dall’olio di girasole a cose di estrema qualità, particolari, con l’opportunità di poterle assaggiare in loco».
Certo, le difficoltà non mancano anche nell’intraprendere questo tipo di attività.
«A oggi, per me, abbinare la somministrazione alla vendita è l’unico modo per tenere in piedi un’attività alimentare - spiega - dato che, con i margini di guadagno del momento e la concorrenza della grande distribuzione, vendere non basta: il concetto classico della bottega che apre e chiude secondo orari rigidi non esiste più. Ho riflettuto molto e questa è la soluzione che più mi ha convinto. Inoltre, il fattore accoglienza è il mio modo di accogliere le persone e dare loro una parte di me stesso».
E la politica? «Il futuro è sempre incerto

e vago - afferma sorridendo - Ora sono molto impegnato nella mia nuova attività: continuo a partecipare, ma non come prima. In futuro, vedremo.. Non so se farò un altro mandato. Da qui al 2019 c’è tempo per decidere su questo fronte. Ma credo che la mia passione abbia trovato casa qui».

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