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Quindici studenti modenesi a Mauthausen 

Invitati alla cerimonia che commemora i 72 anni dalla liberazione. E gli italiani intonano “Bella Ciao”

MODENA. Quindici ragazzi modenesi partiti sabato da Carpi con la Fondazione Fossoli hanno partecipato alla manifestazione ufficiale del 72° anniversario della liberazione dal campo di Mauthausen.
Si tratta dell'unica cerimonia internazionale antifascista alla quale erano presenti delegazioni di 51 nazioni diverse che hanno letto in ventuno lingue il “Giuramento di Mauthausen “. Dopo la cerimonia ufficiale dell'Aned davanti al monumento italiano con il presidente dell'associazione nazionale ex ...

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MODENA. Quindici ragazzi modenesi partiti sabato da Carpi con la Fondazione Fossoli hanno partecipato alla manifestazione ufficiale del 72° anniversario della liberazione dal campo di Mauthausen.
Si tratta dell'unica cerimonia internazionale antifascista alla quale erano presenti delegazioni di 51 nazioni diverse che hanno letto in ventuno lingue il “Giuramento di Mauthausen “. Dopo la cerimonia ufficiale dell'Aned davanti al monumento italiano con il presidente dell'associazione nazionale ex deportati, Dario Venegoni, i ragazzi hanno sfilato nel piazzale dell'appello. Il corteo italiano, il più numeroso, contava più di 1500 persone da tutti i Comuni, con striscioni e insegne. All'entrata del campo la delegazione italiana ha cantato all'unisono “Bella ciao” e deposto un fiore sul monumento centrale come simbolo di rispetto e vicinanza alle vittime.
Erano presenti oltre ai ragazzi anche reduci dai campi come il bolognese Casiani e i familiari dei sopravvissuti che con commozione hanno voluto ricordare i propri cari e l'immane orrore dei campi di sterminio. Al termine della cerimonia gli studenti modenesi hanno potuto riflettere insieme e confrontarsi.
Riccardo Baroni Iss “ Galilei”: «Una cerimonia emozionante. Poter stringere la mano ad un ex deportato polacco che in questo giorno ancora indossa la sua divisa è una emozione che difficilmente dimenticherò. Questa giornata è stata parte integrante del viaggio compiuto tra il 10 e il 14 Marzo. È stato un po’ il compimento di questo poiché, mentre prima eravamo a toccare con mano e studiare cosa si è consumato in questi luoghi, oggi siamo a Mauthausen per ricordare quanti non ce l’hanno fatta».
Matteo Curcio, del liceo scientifico “Fanti”: «Riunirsi e ricordare per non incorrere in futuro negli errori del passato». Caterina Borsari dell’Istituto Cattaneo-Deledda: «Ho apprezzato il momento in cui, durante la sfilata,il gruppo dell'Italia ha intonato Bella ciao e alcuni gruppi appartenenti ad altri paesi si sono uniti nel canto poiché ciò mi ha fatto provare un forte senso di appartenenza alla mia patria e al contempo di orgoglio».