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Telefonini, amore senza alcun limite tra gli adolescenti di Modena

Indagine del Centro Ferrari: il 90% risponde al primo squillo  la metà non spegne mai, urge una campagna educativa

MODENA. Il 90% dei giovani risponde immediatamente allo squillo o all’arrivo di messaggi di testo sul proprio smartphone, mentre oltre il 50% non spegne mai il proprio dispositivo.
Il rapporto tra adolescenti e telefonini di ultima generazione è stretto visto che le giovani generazioni sviluppano il loro linguaggio e la comunicazione soprattutto attraverso quelli che una volta erano solo semplici cellulari.
Tanti genitori sono preoccupati e ora, forse, l’ultima indagine europea "Smartphone, yes we learn!” del Centro culturale F.L. Ferrari di Modena aumenterà tali preoccupazioni.
Al questionario hanno risposto 1735 ragazzi: 509 in Italia, 503 in Spagna, 382 in Lettonia, 316 in Romania e ulteriori 25 ragazzi sono stati contattati tramite la rete europea “Eaea”.
Il campione è composto prevalentemente da giovani con una età compresa fra i 15 e i 19 anni e rende noti i dati citati in apertura relativi alla tendenza ad un utilizzo frequente dello smartphone. Solamente il 4,1% degli intervistati ritiene di utilizzare lo smartphone solo se necessario, la restante quota invece non lo spegne mai (55,5%) o lo utilizza perché lo ritiene utile (40,4%). Oltre il 90% dei ragazzi si affretta a rispondere appena il cellulare squilla: 8 su 19 verificano continuamente lo smartphone perché credono che suoni o vibri anche se non è vero.
Il 70% dei ragazzi teme di non essere informato se non controlla insistentemente cosa accade sui social network.
L'indagine evidenzia poi che quasi 3 giovani su 10 hanno ricevuto insulti o provato sensazioni di disagio rispetto a commenti o contenuti coi quali sono venuti a contatto attraverso lo smartphone. Uno su dieci non lo ha confidato a nessuno mentre uno lo ha confidato agli amici e uno alla famiglia. Il 45% degli intervistati ha iniziato ad utilizzare lo smartphone fra i 12 e i 14 anni, ma esiste una percentuale di poco inferiore che ha iniziato fra gli 8 e gli 11 anni. Questa messe di numeri serve anche a tentare di correre ai ripari, attraverso la definizione del modello pedagogico “Educare allo smartphone” che il progetto “Smart Generation" mette a disposizione di insegnanti ed educatori per incentivare un uso consapevole e sicuro dello smartphone che in alcuni casi può anche divenire strumento utile all’apprendimento se ben utilizzato.
Si tratta di un modello in corso di sperimentazione in diverse scuole europee, tra cui il liceo scientifico Fanti e l’Istituto Vallauri di Carpi.
La ricerca del Centro Ferrari è parte di “Smart Generation", progetto finanziato dall’Agenzia Nazionale Giovani nell’ambito del Programma europeo “Erasmus+” che l’ha co-finanziato.
Insieme

al Ferrari di Palazzo Europa hanno operato Fundacion Cibervoluntarios (Spagna), Rural Women National Association (Romania), la rete europea EAEA (Belgio), ANFMR (Romania) e “Solidarci" di Caserta. Il report è disponibile sul sito http://smart-generation.wixsite.com/smartgeneration/outputs.

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