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Maserati, stop ai contratti di solidarietà 

Da giugno tutti i lavoratori rientreranno in fabbrica. Commenti soddisfatti di Fim-Cisl contro «i soliti profeti di sventura»

Il sindacato Cisl ha diffuso ieri una nota in cui si annuncia il termine del contratto di solidarietà per i lavoratori dello stabilimento Maserati di viale Menotti a Modena, che occupa 1.350 persone. Il termine è previsto nella giornata di domani per un contratto che era in vigore dal gennaio scorso. Quindi dal mese di giugno tutti i lavoratori faranno il loro rientro in fabbrica.
Dalla comunicazione traspare la soddisfazione da parte della Fim Cisl Emilia Centrale al termine dell’incontro con l’azienda, un incontro al quale erano presenti anche i rappresentanti degli altri sindacati Uilm Uil e Fismic.
«Nei primi cinque mesi dell’anno la produzione è stata fermata per permettere agli impianti modenesi di essere adattati al model year, cioè ai nuovi allestimenti, motori e accessori delle Maserati GT e GC. Per questo abbiamo fatto ricorso a un ammortizzatore sociale come il contratto di solidarietà, che ha distribuito il calo di lavoro in modo equo tra tutti i 200 dipendenti della produzione – ha spiegato Giorgio Uriti, segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale – Ora, contrariamente a quanto avevano previsto i soliti profeti di sventura, si riparte con la produzione a pieno regime. Noi della Fim Cisl siamo particolarmente soddisfatti, perché abbiamo ritenuto positiva la scelta di Fiat Chrysler Automobiles di investire per proseguire la produzione dei due modelli Maserati a Modena fino al 2018, anche se sappiamo che non è risolutiva».
«Il nostro obiettivo infatti - sottolinea ancora Uriti - resta l’individuazione di un nuovo modello Maserati da produrre a Modena il più presto possibile. Siamo sicuri che nei prossimi mesi lo stabilimento modenese dimostrerà di essere industrialmente sostenibile, perché possiede tutte le professionalità e competenze necessarie - conclude il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale - per essere performante e produttivo secondo gli standard Fca».
Va ricordato che l’anno scorso a Modena sono state prodotte 1.826 autovetture tra Maserati Gran Turismo e Gran Cabrio e 2.090 Alfa 4C. Restano, invece, per il momento a Maranello i 41 lavoratori Maserati che hanno accettato volontariamente di essere distaccati presso l’azienda Ferrari.
Quando il segretario Uriti parla di «soliti profeti di sventura» si riferisce ai dirigenti di Fiom-Cgil Modena,
che non erano presenti all’incontro con la dirigenza aziendale.
Da tempo Fiom-Cgil Modena tiene infatti un atteggiamento critico nei confronti di Fca e ritiene determinante per l’occupazione, come gli altri sindacati, l’indicazione di nuovi modelli da produrre nello stabilimento modenese.

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