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«Un militare a tutto tondo che agì seguendo ordini e spirito dell’epoca»

Il professor Giorgio Montecchi dell’Università Statale di Milano è presidente del Comitato provinciale di Modena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Come valuta la decisione del...

Il professor Giorgio Montecchi dell’Università Statale di Milano è presidente del Comitato provinciale di Modena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.
Come valuta la decisione del sindaco di Napoli?
« Esiste, da sempre, un uso politico ed ideologico della storia, che spesso giunge a sostituire i nostri pensieri e i nostri fantasmi con la realtà. Mi pare che De Magistris non sia tanto interessato a capire come si furono effettivamente svolti i fatti o come essi vanno valutati oggi in sede storiografica. Egli compie un atto amministrativo per ragioni strettamente politiche e contingenti. Assistiamo oggi al rifiorire di forme di revisionismo nostalgico e di letture del passato in cui gli aspetti e le motivazioni ideologiche prevalgono sui fatti e sul contesto storico in cui sono avvenuti. Cavalcare forme di consenso che hanno alla base questa matrice è una scelta che di certo non fa giustizia al passato e non guarda al futuro».
Che giudizio storico si può dare su Enrico Cialdini? Cialdini si comportò come era consueto ai suoi tempi, oppure la sua condotta fu considerata negativamente anche dai contemporanei?
«Il generale Cialdini fu un militare a tutto tondo, combattè in Spagna e nelle tre guerre d’indipendenza. Si comportò secondo le leggi scritte e i codici informali dei militari in uso nell’800 in tutta Europa. Inoltre, da militare, contribuì al controllo del territorio da parte del neonato Stato italiano subito dopo l’unificazione. La repressione di Pontelandolfo e Casalduni va vista e valutata in questo preciso contesto storico, ma soprattutto, una volta riconosciuto che la morte anche di un solo cittadino è un fatto da esecrare, ne va raccontato l’effettivo svolgimento per non ingigantirne la portata sotto la spinta di carche emotive ed ideologiche».
Ha senso, a suo avviso, giudicare un personaggio storico come Cialdini con il metro della nostra epoca?
« Il passato va prima di tutto studiato in quanto passato. Fare storia, per non cadere nell’anacronismo, significa prima di tutto seguire gli eventi nel loro specifico divenire nel lor ambiente specifico in cui esistono ed hanno significato. Solo dopo possiamo valutare storicamente e con discrezione i fatti e le persone. Come restiamo interdetti quando uomini politici di oggi accostano, con troppa facilità, fatti esecrandi contemporanei alle stragi del nazismo, non meno interdetti restiamo quando ascoltiamo persone raffrontare le stragi dei criminali nazisti all’azione, certamente esecranda, di uomini dell’800 o di secoli precedenti».
A distanza di oltre 150 anni dall’Unità il nostro paese fatica a rapportarsi con serenità al Risorgimento
«Quest’anno
ricorre il secondo centenario dalla nascita di Francesco Selmi. Per consentire a studenti e insegnanti di ultimare le ricerche nell’Archivio comunale di Vignola, in cui sono conservate le sue carte, si è preferito commemorarlo nell’aula magna dell’Istituto con una manifestazione».

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