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Modena: «L’ex asilo, un piccolo centro di smistamento» 

Malferrari dell'associazione Papa Giovanni XXIII: «I profughi lasceranno via Milano in piccoli gruppi quando troveremo le case». Dopo la manifestazione di Forza Nuova passaggi di polizia

MODENA Due Volanti a far la ronda tra l’ex asilo e il parchetto, gli agenti che scendono e fanno due chiacchiere con i responsabili dell’accoglienza e con qualche ragazzo, un gruppetto di mamme con il capo coperto sedute sulla panchina, alcune auto che passano, i conducenti che guardano i migranti e tirano dritto.

Nel parco recintato del condominio popolare ci sono ancora le bottiglie vuote lasciate dai manifestanti che l’altra sera si sono incontrati in via Milano, Forza Nuova da una parte e gli antagonisti dall’altra. Una manifestazione sulla carta contro il businness legato all’accoglienza dei migranti, ma che «ben presto ha perso di vista l’oggetto specifico del contendere, lasciando spazio a classici contrasti tra le parti» come ha sottolineato il responsabile dell’accoglienza dell’associazione Papa Giovani XXIII, Enrico Malferrari.

Ex asilo di via Milano tra profughi e polemiche, ecco la situazione Dopo la manifestazione di protesta un viaggio nella struttura di via Milano  che accoglie una cinquantina di profughi. Video di Luigi Esposito


«Anzi gli unici intimoriti in questa situazione - gli fa eco Davide Falcone, residente legato alla parrocchia di Santa Teresa - erano i migranti. Ai primi movimenti loro che erano nel parchetto adiacente sono subito corsi all’interno dell’ex struttura. Ripetevano “Come in Libia, speriamo non sia come in Libia» e temevano per la loro vita. Ma il vicinato? «Qui in questi condomini popolari vi abitano tantissimi stranieri e le famiglie di italiani, tra cui la mia, sono pochissime - spiega una residente - pertanto a loro non importa certo questa presenza di profughi. Quando ho visto quelli di Forza Nuova ha fatto rientrare le famiglie arabe coi bambini dal parchetto, per prevenire eventuali disordini, poi ho guardato dal balcone e ho urlato contro ai fascisti, venuti solo per strumentalizzare la situazione, per fare della confusione».

Al bar e in strada, poco lontano dall'ex asilo, c’è chi commenta che è una struttura piuttosto vicina al centro, che forse era meglio ospitare altrove. Fanno capire che per ora la situazione è tranquilla ma che bisognerà vedere come evolverà.

Ma intanto all’ex asilo? «In questa struttura ci sono circa cinquanta migranti venuti perlopiù delle zone centrali dell’Africa. Funziona come un piccolo hub, ovvero un centro d’accoglienza e di smistamento - spiega Malferrari - in cui ora questi ospiti sono accolti, è poi via via, non appena verranno trovati appartamenti idonei, case e piccole strutture, gruppetti di persone verranno trasferiti. Trasferimenti legati alla disponibilità dei nuovi alloggi che verranno comunque trovati nella zona del cratere della Bassa e in quella delle Terre di castelli».

Nel frattempo sono già in iniziati gli incontri e gli interscambi con la vicina parrocchia, con i gruppi di giovani e le famiglie che aiutano questi giovani ad avere, come dicono gli operatori, “una prima dimensione” di dove sono finiti, della realtà che li circonda e di ciò a cui andranno incontro. Scambi, incontri iniziative e, da subito , anche qualche lavoretto, come la pulizia e la manutenzione del verde nel cortile dell’ex asilo e nelle aree verdi circostanti ad opera proprio dei nuovi residenti temporanei.
 

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